Cumuli di rifiuti speciali nell'area del porto, scoperta discarica abusiva: plastica, vernici e scarti edili nel sito già sotto sequestro

Operazione della Capitaneria di Porto a Molfetta: individuata un'area di circa 400 metri quadri. Nonostante i sigilli, era stata trasformata in un 'deposito' per scarti di ogni genere

Un'area demaniale marittima, in concessione per il mantenimento di un cantiere navale, trasformata in discarica di rifiuti speciali. E' quanto hanno scoperto a Molfetta i militari del Nucleo Operativo Polizia Ambientale della Direzione Marittima di Bari, in località denominata Spiaggia Maddalena. 

I militari hanno individuato e circoscritto diversi accumuli di rifiuti abbandonati e depositati in modo incontrollato e promiscuo sul suolo, che occupano di fatto una superficie complessiva di circa 400 metri quadrati; si tratta in prevalenza di rifiuti speciali, in quanto provenienti da attività produttive, tra cui una grande quantità di legname di scarto, oggetti in plastica, ferro, vetro, sacchi contenenti residui di lavorazione edile, parti di imbarcazioni, ed anche di natura presumibilmente pericolosa, come avanzi di vernici e solventi, una vasca in sospetto cemento-amianto e residui di olii minerali esausti. 

I militari intervenuti, dopo aver preso atto della natura, oltre che della quantità, dei rifiuti abbandonati, hanno proceduto a riferire alla competente Autorità Giudiziaria gli accertamenti sinora effettuati, volti all’individuazione dei presunti responsabili; l’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti da parte di imprese/enti è un reato previsto e punito con la pena dell’arresto da sei mesi a due anni ed un’ammenda pecuniaria fino a ventiseimila euro (“Attività di gestione di rifiuti non autorizzata”, art. 256, commi 1 e 2, del Testo Unico ambientale). 

Per di più, il sito interessato risulta attualmente già sottoposto a provvedimento cautelare di sequestro preventivo, come disposto in data 21 luglio 2016 dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Trani, per inosservanza dell’obbligo di installare le predisposizioni per la raccolta delle acque di prima pioggia e di dilavamento (come previsto dal regolamento della Regione Puglia n.26 del 2013).  Tale circostanza ha fatto scattare anche la duplice ipotesi di violazione dei sigilli (art. 349 c.p.), a carico del presunto autore dell’abbandono dei rifiuti, e di violazione colposa degli obblighi di custodia (art. 335 c.p.), a carico del custode giudiziario dell’area sequestrata.

Nel frattempo, il Comune è stato immediatamente informato, al fine di disporre mediante ordinanza del Sindaco le operazioni volte alla rimozione, avvio a recupero o allo smaltimento dei rifiuti ed al ripristino dello stato dei luoghi, anche in considerazione delle necessarie, urgenti misure a tutela dell’ambiente e della pubblica incolumità, visto il grave stato di degrado delle aree interessate; gli oneri delle operazioni restano a carico dei responsabili trasgressori, come previsto dall’art.192 del Testo Unico Ambientale, e secondo il principio “chi inquina paga”. 

I controlli e l’attività di vigilanza dei militari della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Molfetta a tutela dell’ambiente marino e costiero proseguiranno anche nei prossimi giorni.   

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