Molfetta, la truffa della cooperativa: incassava soldi, ma non garantiva servizi

La frode ai danni del Comune scoperta dai finanzieri: la cooperativa, che gestiva in appalto due centri per anziani e disabili, riscuoteva il denaro, ma spesso non aveva personale sufficiente a garantire l'assistenza. Tre le persone indagate, tra cui un dipendente comunale che avrebbe falsamente attestato la regolarità del servizio

La cooperativa, affidataria dell'appalto per la gestione di un centro per anziani e uno per disabili, incassava i soldi dal Comune, ma allo stesso tempo non garantiva il servizio dovuto, a causa dell'assenza di figure professionali e operatori che non venivano sostituiti. Dall'altra parte, un dipendente comunale compiacente provvedeva a certificare la regolarità dei servizi offerti, coprendo così la truffa.

A ricostruire il meccanismo della presunta frode ai danni del Comune di Molfetta, i militari delle Fiamme Gialle, che hanno eseguito indagini di polizia giudiziaria delegate dalla Procura di Trani, durate oltre un anno, finalizzate ad accertare le presunte condotte tenute dai responsabili di una cooperativa sociale privata di Bari, che gestiva due locali centri assistenza, rispettivamente uno per anziani e l’altro per disabili. 

Dalla minuziosa analisi della copiosa documentazione acquisita, condotta anche con l’ausilio di un consulente tecnico nominato dalla Procura, i finanzieri hanno accertato che dal 2008 al 2013, tale Cooperativa, con artifici e raggiri, avrebbe provocato un danno di circa 470mila euro alle casse del Comune di Molfetta, riscuotendo regolarmente quanto previsto dai contratti di appalto, ma omettendo di comunicare al Comune l’assenza o la sostituzione temporanea per malattia/maternità delle previste figure professionali (psicologi, fisioterapisti, educatori, autisti accompagnatori, ecc.). Così le corrispondenti somme di denaro, attribuite alle singole figure professionali assenti e quindi non dovute, non venivano restituite, con il conseguimento di un illecito profitto, e con ripercusssioni anche sul servizio, difforme per qualità e quantità da quanto previsto nel contratto.

Il tutto era reso possibile - secondo quanto accertato dagli investigatori - da un dipendente comunale, il quale, nella qualità di Responsabile Unico del Procedimento e referente tecnico del Comune per l’”Area Anziani” avrebbe attestato falsamente la regolarità e l’efficienza dei servizi presso le due strutture nonché il raggiungimento degli obiettivi di progetto da parte della cooperativa in questione nonostante vi fosse l’assenza, anche totale, di alcune figure professionali. Il dipendente, inoltre, avrebbe proceduto a sottoscrivere le attestazioni di compiuto servizio necessarie alla liquidazione delle fatture emesse dalla cooperativa nei confronti del Comune di Molfetta. 

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All’esito delle indagini, il G.I.P. del Tribunale di Trani ha emesso un decreto di sequestro preventivo “per equivalente” di un immobile di proprietà della cooperativa, fino al valore dell’illecito profitto pari a € 473.576 euro. Nei confronti dei due amministratori pro-tempore della cooperativa sociale e del dipendente comunale le fiamme gialle molfettesi hanno proceduto alla notifica di un’informazione di garanzia per i reati di cui agli artt. 356 (frode nella pubblica fornitura e/o inadempimento contrattuale), 640 comma 1 e 2 punto 1) (truffa aggravata ai danni del Comune di Molfetta), 340 (interruzione di pubblico servizio), 323 (abuso d’ufficio) e 479 c.p. (falsità ideologica commessa dal Pubblico Ufficiale in atti pubblici).
 

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