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Usura ed estorsione: arrestato titolare di un agriturismo a Molfetta

Le indagini hanno preso avvio da una perquisizione avvenuta nella struttura, in cui i finanzieri avevano rinvenuto un anno fa una pistola e una bomba carta. Anche attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, gli investigatori hanno ricostruito diversi episodi, uno dei quali denunciato dalla stessa vittima

Avrebbe prestato denaro ad usura, non esitando in alcuni casi a minacciare le sue vittime per ottenere la restituzione del denaro. Con questa accusa i finanzieri hanno arrestato nei giorni scorsi R.S., 37enne di Molfetta,  già noto alle Forze dell’ordine per reati in materia di stupefacenti.

L'arresto per estorsione ed usura aggravata e continuata, è scattato domenica scorsa, nel porto di Bari, dove l'uomo era appena giunto, al termine di una crociera con la sua compagna.

Le indagini che hanno portato in carcere il 37enne hanno preso avvio all'incirca un anno fa. All’inizio di ottobre del 2014, infatti, la Finanza esegue una perquisizione alla ricerca di stupefacenti all’interno di un agriturismo di Molfetta, ufficialmente di proprietà della famiglia dell'arrestato. Nella struttura i finanzieri sequestrano una pistola semiautomatica di fabbricazione ceca con matricola abrasa, 23 cartucce calibro 7,65, una bomba carta, bilancini di precisione, documentazione extracontabile inerente la gestione della struttura agrituristica e circa 400mila euro in contanti, tutto nella disponibilità del pregiudicato, che vive nella struttura con la sua compagna, una 21enne incensurata.

I finanzieri, dopo aver arrestato i due per l’illecita detenzione di armi e materiale esplodente, sotto la direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani, hanno avviato ulteriori indagini, condotte anche attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali. E' stato così possibile individuare diversi episodi di usura ed estorsione. Uno in particolare, poi denunciato dalla vittima presso gli uffici della Tenenza di Molfetta, è stato ricostruito in tutti i dettagli. A fronte di un prestito di 20mila euro l'uomo avrebbe preteso dopo un anno, come soli interessi, 10mila euro: un "illecito profitto", per i Finanzieri, in quanto superiore alla soglia legale dei tassi d’interesse di più dell’82%. Il 37enne, inoltre, poco dopo la scarcerazione avvenuta nel mese di aprile 2015, non avrebbe esitato a minacciare in maniera pesante l’usurato e i suoi figli per ottenere la restituzione del denaro.

Si è così arrivati all'ordinanza di arresto chiesta dalla Procura della Repubblica di Trani e disposta dal Giudice delle Indagini Preliminari. La vicenda, tuttavia, ha avuto anche un ulteriore risvolto. Parallelamente alle indagini, infatti, proprio sulla base della documentazione extracontabile rinvenuta nell’ambito della perquisizione fatta ad ottobre 2014, i finanzieri hanno ricostruito una serie di operazioni, contestando poi ricavi sottratti a tassazione ai fini delle imposte sul reddito per 917.900 euro, con un’evasione di I.V.A. pari a 202.520 euro, e ritenute I.R.P.E.F. operate e non versate per 4.978 euro, relative all’utilizzo di due lavoratori irregolari.

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