Pedina anziano e gli sfila dalla giacca i soldi della pensione: arrestato borseggiatore

L'uomo, un 64enne di Triggiano con una "esperienza decennale" in furti simili, è stato bloccato da alcuni passanti e da una volante della polizia, mentre cercava di allontanarsi

In auto aveva un grande numero di cappelli, probabilmente utilizzati per mimetizzarsi e cambiare aspetto, e una "esperienza decennale" come borseggiatore. Per l'uomo, però, un 64enne residente a Triggiano, l'ultimo 'colpo' commesso a Monopoli è stato fatale, e ha fatto scattare nuovamente le manette.

Il furto a Monopoli

Il borseggiatore aveva preso di mira un anziano, che aveva prelevato dall’ufficio postale di Via Nino Bixio la cifra di 1000 euro. Lo aveva presumibilmente osservato all’interno dell’ufficio postale e pedinato. Una volta raggiunto in un palazzo vicino dove il monopolitano avrebbe dovuto pagare le rate condominiali ad uno studio professionistico, l’abile borseggiatore gli si era avvicinato e distraendolo con richieste riferite ad un centro analisi mediche, era riuscito a sfilare le banconote dal giubbotto dell’anziano che se ne accorgeva solo dopo qualche istante, perché si era insospettito del fatto che lo sconosciuto gli si fosse avvicinato troppo. Una volta compreso di essere stato depredato, l’ottantenne aveva iniziato a gridare e chiedere aiuto, additando il borseggiatore ai commercianti della zona. Interveniva immediatamente una guardia giurata, libera dal servizio, che cercava di bloccare l’autore del borseggio. Costui diceva di non sapere nulla dell’accaduto e cercava di sviare le attenzioni indicando, invece, un immaginario ed inesistente autore del borseggio in fuga per le vie limitrofe. L'anziano, invece, insisteva nell’indicare il soggetto attenzionato quale unico autore del furto con destrezza. La guardia giurata nel frattempo allertava la polizia, e in pochi minuti la volante di turno raggiungeva l’autore del borseggio che ormai si era distanziato e svincolato dalle persone intervenute, tra cui due commercianti che erano accorsi in aiuto della parte lesa. Le intenzioni dell'uomo di fuggire a bordo dell’autovettura parcheggiata proprio in quella zona, venivano definitivamente scongiurate dai poliziotti, che verificavano come il borseggiatore avesse ancora chiuse nel pugno della mano destra le banconote appena sfilate all’anziano. 

Il "curriculum" decennale

La perquisizione estesa al veicolo e agli effetti personali del borseggiatore ha permesso anche di rinvenire la cifra di 490 euro in contanti con banconote poco logorate, forse provento di altri furti simili su cui sono in corso ulteriori indagini. Dalla perquisizione dell’autovettura del borseggiatore è emerso anche il particolare interessante dei numerosi cappelli posseduti, sicuramente utilizzati nelle sue quotidiane imprese al fine di mimetizzarsi.  La cifra di 1000 euro è stata immediatamente restituita alla vittima del reato, la cifra di 490 euro sottoposta a sequestro penale insieme ai cappelli ed altri effetti personali di interesse investigativo. Il borseggiatore, secondo le disposizioni della’Autorità Giudiziaria, è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa del processo. Dagli accertamenti sull'uomo, è emerso che era stato arrestato la prima volta nel 1976 a Ravenna, poi nel 1977 a Livorno, nel 1988 a Pesaro, nel 2000 a Triggiano e nel frattempo numerose denunce per i furti commessi con incredibile abilità. Ed ancora arrestato nel 2003 ad Avellino e poi a seguire Lecce, Francavilla Fontana e il più recente a Putignano nel 2017. Numerosissime le misure di prevenzione a lui applicate dalle più svariate città italiane.

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