Mercoledì, 29 Settembre 2021
Cronaca Monopoli

Giovane in overdose per eroina letale, tossicodipendenti pestati: spaccio violento a Monopoli, tre arresti

Blitz della polizia coordinato dalla Procura: un 32enne è finito in carcere mentre due 33enni si trovano attualmente ai domiciliari. L'operazione si è svolta tra il centro in provincia di Bari e Venezia

Tre persone sono state arrestate dalla Polizia del Commissariato di Monopoli nell'ambito di un blitz contro lo spaccio di droga. Un 32enne è finito in carcere mentre due 33enni si trovano attualmente ai domiciliari. L'operazione si è svolta tra il centro in provincia di Bari e Venezia (dove è stato fermato uno dei 33enni).

Le indagini della Polizia, coordinate dalla Procura del capoluogo pugliese, sono state avviate nel 2019, dopo un caso di overdose a Monopoli avvenuto nel gennaio di quell'anno (un episodio non letale ma preoccupante, con um giovane salvato dai medici dopo essere finito in coma) e si sono protratte fino ai primi mesi del 2020, quando sono stati documentati alcuni altri episodi, avvenuti anche in pieno lockdown.

Oltre agli arrestati vi sono 8 indagati, tra cui una donna. Si tratta di soggetti tutti monopolitani, principalmente d'età compresa tra i 28 ai 30 anni (stessa fascia d'età in cui rientravano gli assuntori di sostanze). Numerosi i reati contestati che risalirebbero dal 2017 fino a oggi: tra questi anche l'aggressione a un assuntore, commessa da due degli arrestati. Si sarebbe trattato, per gli investigatori, di un vero pestaggio nei confronti di un 'cliente', 'truffato dagli stessi spacciatori, prelevato dalla zona della sua abitazione e malmenato in periferia.

L'escalation di scippi e rapine: il 'reato spia' che ha fatto scattare le indagini

Oltre all'episodio del giovane in overdose, a far scattare le indagini degli agenti del commissariato di Monopoli è stata l'escalation di reati predatori registrati nella cittadina a partire dallo scorso anno. Episodi inconsueti per Monopoli, che, spiega a Baritoday il vicedirigente Pietro Palmisano, hanno rappresentato agli occhi degli investigatori quei 'reati spia' che li hanno spinti ad indagare più a fondo sul fenomeno, sommerso ma sempre più radicato, dell'assunzione di stupefacenti. Così l'indagine ha fatto emergere uno spaccato sociale dai risvolti allarmanti: la crescente dipendenza - in particolare dall'eroina, "non più iniettata ma sniffata, ma non per questo meno pericolosa" - da parte di ragazzi, soprattutto appartenenti a famiglie di reddito medio-basso. "Fondamentale - sottolinea ancora Palmisano - è stata anche la sinergia creata grazie al 'Protocollo dei casi complessi', nato per volontà dell'ex assessore ai servizi sociali del Comune di Monopoli, Ilaria Morga, che mette in rete Sert, servizi sociali, polizia di stato e polizia locale per attenzionare casi particolari come tossicodipendenze e problemi psichiatrici, e ci ha consentito di comprendere un fenomeno che stava per diventare molto grave".

La cessione 'truffa' e il pestaggio di un 'cliente'

Nasce così l'indagine 'Bad stone', che prende il nome sia da quell'eroina tagliata male che ha provocato l'overdose in un giovane monopolitano, sia da un altro episodio documentato nelle indagini: la 'cessione truffa' di un quantitativo di eroina. Vittima è un 'cliente' che per la somma di circa 90 euro acquista da due degli arrestati alcune dosi di eroina. I pusher, però, non gli consegnano la droga, una una pietra imbevuta con granuli di cocaina. Quando il ragazzo si lamenta della truffa, chiedono di incontrarlo dicendo di essere intenzionati a consegnargli la droga dovuta. In realtà, il giovane viene preso - "con modalità simili a un sequestro di persona" - portato in periferia e picchiato, mentre il suo telefono, in cui c'erano i messaggi che attestavano la cessione di droga viene distrutto. Il timore dei due spacciatori è che il ragazzo possa raccontare tutto alla polizia.

I 'viaggi' fuori città per comprare la droga

Le indagini, svolte prevalentemente attraverso attività tecniche classiche - pedinamenti, intercettazioni, riscontri telefonici - documentano anche come i pusher, in assenza di una vera e propria 'piazza dello spaccio' a Monopoli, effettuino costanti spostamenti per approvvigionarsi della droga: si spostano in tutta le regione, verso città come Bari e Taranto. Spostamenti che, rilevano gli investigatori, avvengono anche durante il lockdown, a riprova che 'il mercato' e la richiesta di stupefacenti non si fermano neppure davanti alla paura del Coronavirus.

*Ultimo aggiornamento ore 15.09

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