Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca Picone / Piazza Giulio Cesare

Morto dopo trapianto di fegato: assolti 5 medici del Policlinico di Bari

Erano accusati di omicidio colposo per la morte del 65enne brindisino Carmelo Solimeo. Il gup del tribunale del capoluogo, Romanazzi, ha scagionati gli imputati "perchè il fatto non sussiste". A uccidere l'uomo, non l'Epatite B, ma un virus non diagnosticabile

Assolti "perchè il fatto non sussiste" 5 medici del Policlinico di Bari, imputati per la morte di Carmelo Solimeo, 65enne originario di Brindisi affetto da cirrosi epatica e cancro al fegato, deceduto il 2 novembre 2008, circa sei mesi dopo un trapianto. La sentenza, è stata emessa dal gup del Tribunale di Bari, Giulia Romanazzi, al termine di un processo con rito abbreviato. A favore degli imputati, l'esito della perizia medico-legale, eseguita durante l'incidente probatorio.

E' emerso infatti, a seguito degli accertamenti effettuati dell'infettivologo varesotto, che Solimeo contrasse un virus non diagnosticabile. Secondo la tesi della Procura, smentita di fatto dal gup, il paziente sarebbe morto a causa di un virus dell'Epatite B a causa di un trapianto di fegato considerato di seconda scelta. Assolti dunque, dall'accusa di omicidio colposo, i 5 medici che esguirono il trapianto e che assistettero il paziente dopo l'intervento: Michele Colasuonno, Angela Daniela Di Franco, Luigi Lupo, Piercarmine Panzera e Francesco Tandoi.

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