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Processo morte Paola Labriola, chieste condanne per ex dg e altri funzionari Asl: "Omissioni su misure di sicurezza"

I familiari della psichiatra, intanto, hanno chiesto, tramite la parte civile rappresentata dagli avvocati Michele Laforgia e Paola Avitabile (Polis Avvocati), un risarcimento danni complessivo di oltre 5 milioni di euro

La Procura di Bari ha chiesto sei condanne a pene comprese tra i 4 anni e 2 mesi e i 16 mesi di reclusione per altrettanti imputati nel processo sulla morte della psichiatra barese Paola Labriola, uccisaa un paziente il 4 settembre 2013 con 57 coltellate nel centro di salute mentale di via Tenente Casale, nel quartiere Libertà di Bari.

Secondo gli inquirenti vi sarebbero state, a vario titolo, omissioni sulle misure di sicurezza da parte di dirigenti e funzionari della Asl di Bari di allora che avrebbero contribuito a causare la morte della professionista. Il pm Baldo Pisani, nella sua requisitoria finale, ha chiesto la condanna a 4 anni e 2 mesi per l’ex direttore generale dell' Asl, Domenico Colasanto,  a 1 anno e 8 mesi di reclusione per l’ex funzionario Alberto Gallo, per l’ex segretario di Colasanto, Antonio Ciocia, e per un altro dipendente Asl, Giorgio Saponaro. Altri due funzionari, Baldassarre Lucarelli e Pasquale Bianco, rischiano la condanna a 1 anno e 4 mesi.

Chiesto un risarcimento da 5 milioni di euro

I familiari della psichiatra, intanto, hanno chiesto, tramite la parte civile rappresentata dagli avvocati Michele Laforgia e Paola Avitabile (Polis Avvocati), un risarcimento danni complessivo di oltre 5 milioni di euro all'Asl Bari e all'ex dg Colasanto "per aver omesso di adottare misure di sicurezza, contribuendo così a causare il decesso della professionista".

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