Cronaca

La Murgia verso la Città metropolitana, a Gravina il primo incontro

Amministratori locali, funzionari comunali, aasociazioni e semplici cittadini hanno dato il via 'Murgia metropolitana', il processo che porterà alla redazione del documento unitario dell'area murgiana che entrerà a far parte dello Statuto della Città Metropolitana

Individuare per ogni specifico ambito territoriale della ex provincia, un’autorità che organizzi, a livello operativo e gestionale, il rapporto tra Area Omogenea e Città Metropolitana, e che tratti una serie di procedimenti affinché diventino semplici per i cittadini, proprio come richiesto dalla Legge Del Rio.

E’ questo, in sintesi, il risultato dei Tavoli Open, Source e Governance nel primo appuntamento di Murgia Metropolitana. Ieri pomeriggio a Gravina, nella sede del Parco nazionale dell’Alta Murgia, amministratori locali, dirigenti e funzionari comunali, esponenti di associazioni, parti sociali e semplici cittadini dell’Area Fossa Bradanica (Gravina, Altamura, Poggiorsini, Spinazzola e Minervino), hanno dato il via al processo che porterà alla redazione del documento unitario dell’Area Omogenea che entrerà a far parte dello Statuto di Bari Città Metropolitana.  

Il progetto Murgia Metropolitana è l’unico nel suo genere in Italia. Esperienze simili si sono avute in altre Città Metropolitane della penisola ma sono stati impiegati cospicui fondi e molto tempo. Adesso altri enti come il Parco del Bellunese, quello del Vesuvio e del Gran Paradiso stanno studiando il programma murgiano e lo prenderanno in considerazione per avviare processi analoghi.

Ad aprire i lavori, il presidente dell’Ente Parco, Cesare Veronico: “Questo Ente si sta facendo portavoce delle necessità di un territorio, quello Murgiano, che nel processo di redazione del nuovo Statuto di Bari Città Metropolitana vuole essere parte attiva, con le sue richieste e le sue necessità. La scrittura collettiva di documento simile è la più grande forma di partecipazione democratica”. Poi sottolinea: “La Murgia ha una sua identità specifica e i cittadini vogliono che questa venga presa in considerazione della Commissione presieduta da Alfonso Pisicchio. A onor di cronaca - continua Veronico – anche da parte della Commissione abbiamo notato tutto l’interesse possibile affinché la popolazione partecipi alla stesura dello Statuto e noi abbiamo colto al volo l’occasione soprattutto per evitare che il documento si appiattisca totalmente in una visione baricentrica”. Insomma, le esigenze territoriali dell’area dell’hinterland barese non possono essere uguali a quelle murgiane, e i cittadini lo sanno benissimo. Per questo si sono affidati all’Ente Parco che, come garantisce il presidente, “sarà solo un facilitatore, un portavoce delle esigenze del territorio”. L’auspicio è che anche altre Aree Omogenee della Città Metropolitana portino avanti lo stesso processo.
I consulenti scientifici Fabio Modesti, direttore del Parco dell’Alta Murgia, e Giovanna Iacovone, professore associato di Diritto Amministrativo all’Università della Basilicata, hanno dato quindi il via ai lavori.

I risultati del Tavoli
Open, Amministrazione condivisa. La conoscenza e la consapevolezza del territorio al quale si appartiene è indispensabile per qualsiasi tipo di partecipazione. La Murgia può affrontare tematiche che riguardino l’ambiente, la cultura, la salvaguardia del patrimonio storico e le infrastrutture ma questi argomenti devono essere trattati in concerto con tutti i 13 comuni che fanno parte dell’Area Omogenea. Sarebbe necessario, quindi, istituire un urban center e una piattaforma open data che accolga esigenze, richieste e idee dei cittadini in modo da diffondere al meglio la partecipazione condivisa nelle opere strategiche, e avviare i processi.

Source, Funzioni. Il Parco dell’Alta Murgia si candida di diritto a essere portavoce delle esigenze dei Comuni murgiani. Il riconoscimento arriva dalle attività svolte negli ultimi anni in grado di promuovere il territorio nella maniera più adeguata, sfruttando soprattutto le caratteristiche identitarie dell’area. L’Ente, quindi, avrà il compito di consultare i cittadini, programmare progetti tipici del core business (ambiente, cultura, sviluppo rurale) e attuarli.

Governance, Relazioni e competenze tra gli Enti. Come richiesto dalla Legge Del Rio, nella stesura degli Statuti delle Città Metropolitane c’è bisogno di soggetti unitari che facciano sintesi tra programmazione e gestione ma non si spiega bene a chi spetta questo compito. Così ogni Area Omogenea dovrebbe trovare un ente, i cui criteri devono essere ben chiari nello Statuto, che sia portavoce delle esigenze dei cittadini. Solo in questo modo i comuni saranno in grado di dare valore alla Città Metropolitana conferendo quelle competenze amministrative che adesso sono delegate alle province. Se si vuole dare senso a questo nuovo ente non si potrà che individuare un soggetto di gestione del rapporto tra comuni e Città Metropolitana. La Murgia ha già completato questo step affidando all’Ente Parco il processo.

I lavori sono stati aggiornati al prossimo appuntamento, quello di lunedì 24 novembre a Cassano delle Murge, alle 18, nella Sala consiliare del Comune (piazza Moro 10), con la partecipazione dei Comuni della Sella di Gioia (Cassano delle Murge, Gioia del Colle, Santeramo in Colle, Acquaviva delle Fonti).

L’ultimo appuntamento programmatico si terrà giovedì 27 novembre a Ruvo di Puglia, sempre alle 18, nella Sala ex Convento Domenicani (via Madonna delle Grazie, 2) con i comuni dell’Area Altopiano Murgiano (Ruvo di Puglia, Bitonto, Andria, Corato, Grumo Appula, Toritto).

Il report finale risultato dei tre incontri sara? presentato al tavolo conclusivo di martedì? 2 dicembre (alle 17) nella Sala Consiliare del Palazzo di Provincia di Bari, sede del Consiglio Metropolitano.

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