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Il Museo 'De Romita'

Il Museo 'De Romita'

Da Copenhagen a Bari per studiare la foca monaca: il tesoro 'nascosto' del Pitagora

Domani, i biologi del Centro Studi 'De Romita', preleveranno un campione di dna da un esemplare risalente a fine '800, per un progetto internazionale condotto dall'università danese. Nei locali della scuola, un patrimonio inestimabile di oltre 1000 reperti. La preside: "Museo da aprire a cittadini e turisti"

Una gentile e inaspettata richiesta dalla Danimarca per far 'riscoprire' il prezioso patrimonio naturalistico e scientifico del museo 'De Romita' custodito in teche e armadi nei locali della Istituto tecnico per Geometri 'Pitagora' di Bari, in Corso Cavour. Domani infatti, i biologi del 'Centro Studi', dedicato proprio al docente che ha creato la grande collezione di oltre 1000 esemplari di animali, fossili e minerali, risalente a fine '800 e inizi '900, preleveranno, su richiesta dell'Università di Copenhagen, un campione di dna da un reperto di foca monaca, destinato a essere catalogato e studiato nell'ambito di un progetto di ricerca internazionale con lo scopo di monitorare e comprendere la diffusione di questa specie nel Mediterraneo, sempre più minacciata dall'estinzione

"Verrà prelevato un piccolo pezzo di pelle dall'esemplare - racconta Cristiano Liuzzi, biologo e fondatore del Centro Studi - che verrà quindi analizzato dai laboratori danesi. Hanno scelto la collezione barese perché tra le più importanti e ricche dell'Italia meridionale. Nonostante ciò, rimane un patromonio poco conosciuto ai più". Liuzzi, assieme all'impegno di altri colleghi (tra cui Fabio Mastrapasqua e Simone Todisco) e di Ispra ha valorizzato, attraverso il bando regionale Bollenti Spiriti, i reperti (tra cui rare specie di uccelli e farfalle), riordinandoli, catalogandoli e informatizzandoli, recuperando teche e spazi per la fruizione pubblica, realizzando anche un sito internet dedicato. Animali, volumi e strumenti scientifici impolverati, restituiti al loro antico splendore.

Il passo successivo è quello di far conoscere al grande pubblico un tesoro 'nascosto': "Vorremmo aprire questo museo alla città - auspica la preside del 'Pitagora', Paola Petruzzelli -  inserendolo nel circuito delle visite a disposizione per i turisti, essendo in una zona centrale e facilmente raggiungibile e fruibile da tutti. Abbiamo chiesto alle istituzioni di poter ristrutturare alcuni spazi da dedicare esclusivamente alla struttura museale".

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