Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

"La politica salvaguardi l'istruzione", gli studenti baresi scrivono a Napolitano

Gli studenti delle associazioni Uds e Link hanno fatto recapitare una lettera al Capo dello Stato, questa mattina in visita a Bari: "Tanti, troppi nostri coetanei scelgono di partire: noi scegliamo invece di restare, ma serve invertire la rotta"

La manifestazione di protesta degli studenti l'11 ottobre scorso

"Per troppo tempo abbiamo atteso invano, troppo a lungo i nostri moniti sono stati accolti dal disinteresse collettivo: è ormai insopportabile la durata dell'assordante silenzio in cui sono precipitate le nostre richieste. La politica si deve far carico, nel governo delle istituzioni e della cosa pubblica, di salvaguardare la cultura, il sapere, la formazione, la scuola e le università pubbliche".

E' un passaggio della lettera che gli studenti delle associazioni Uds e Link Bari, hanno fatto recapitare questa mattina al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che ha presieduto alla cerimonia di inaugurazione del palazzo ex Enel, di proprietà dell'Università di Bari, restaurato e intitolato agli architetti che lo hanno realizzato negli anni Sessanta, Vittorio Chiaia e Massimo Napolitano (fratello, quest'ultimo, del presidente della Repubblica).

"Non siamo riusciti a consegnare la lettera personalmente a Napolitano - spiega all'ANSA Alessandro Castellaneta, coordinatore di Link Bari - ma l'abbiamo data al suo cerimoniere che ci ha chiesto di inserire una mail, nel caso il presidente della Repubblica voglia risponderci". Nella lettera gli studenti sottolineano a Napolitano che, "come da lei più volte ribadito, il futuro del paese passa dalla ricerca e dalla formazione. Questa non si può realizzare solo con l'esercizio di stile delle declamazioni di buone intenzioni, ma con un intervento concreto a sostegno e promozione della formazione pubblica. Questo passa in primo luogo dall'intraprendere un percorso in contro tendenza dalle politiche di austerità, in primo luogo su questi campi".

"Tanti, troppi nostri coetanei scelgono di partire: noi - sottolineano gli studenti - oggi scegliamo invece di restare, credendo nella possibilità di costruire un futuro diverso, ma sapendo che solo rispondendo a queste domande, riaprendo i luoghi della formazione e arrestando le politiche di austerity si potrà invertire la rotta presentataci come immodificabile".

"Oggi a Bari - rilevano gli studenti nella lettera - inauguriamo una nuova sede, ma poche settimane fa ad Atene chiudeva il principale Ateneo: non possiamo non considerare questo un segnale lampante di come le politiche di austerità e privatizzazioni non facciano altro che distruggere il sistema di istruzione di un Paese e, di conseguenza, il suo futuro".

Per gli studenti "nel nostro Paese il diritto allo studio, tutelato formalmente dalla Carta Costituzionale, è diventato privilegio di pochi: da anni assistiamo ad un progressivo smantellamento del sistema di formazione pubblica, che potrebbe al contrario costituire una poderosa spinta verso l'uscita dalla crisi. Il definanziamento, tanto della scuola quanto dell'università, affiancato ad una serie di riforme che non hanno fatto altro che piegare il mondo della formazione alle esigenze del mercato, ha portato allo svuotamento totale dei saperi della loro funzione di emancipazione sociale, riducendo i luoghi della formazione a sterili esamifici".

"La nostra generazione - concludono - è stata definita in tanti modi, ma probabilmente esiste un aggettivo che più degli altri ci accomuna tutti: siamo la generazione precaria, tutti quei giovani per cui il futuro è difficile da immaginare e ancora più complicato da costruire. Siamo una generazione che vede la disoccupazione giovanile superare il 40% e, inevitabilmente, pone una domanda cui nessuno sembra voler rispondere: quale futuro esiste in questo Paese?".
(ANSA)

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