Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca Murat / Via Scipione Crisanzio

Napolitano a Bari: "Università strumento principe per valorizzare il Sud"

Prima l'inaugurazione dell'ex Palazzo dell'Enel, intitolato ai progettisti Vittorio Chiaia e Massimo Napolitano, poi la partecipazione al convegno su "Cultura e Mezzogiorno". Per il Capo dello Stato applausi ma anche qualche contestazione

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ufficialmente inaugurato il nuovo palazzo dell'Università di Bari nell'ex sede dell'Enel in via Crisanzio. L'edificio ospiterà gli uffici del Dipartimento di Scienze della Formazione. Il Capo dello Stato ha svelato la targa che intitola la struttura ai due progettisti, Vittorio Chiaia e Massimo Napolitano, fratello del presidente. Applausi e qualche contestazione da parte degli studenti dietro le transenne di piazza Cesare Battisti che hanno sventolato alcuni fogli di protesta e srotolato uno striscione subito strappato via dalle Forze dell'Ordine.

Quindi, dopo una breve visita in Rettorato, Napolitano ha preso parte, nell'Aula Magna dell'Ateneo, al convegno 'Cultura e Mezzogiorno, una nuova strategia per il Paese' organizzato da Federculture e Università di Bari: “Il Sud – ha affermato il Capo dello Stato - deve recuperare un ruolo che sta perdendo nello sviluppo generale del Paese. Una delle leve per recuperare questo ruolo è la valorizzazione delle sue risorse e potenzialità culturali e credo che le Università siano in qualche misura lo strumento principe a cui deve ruotare un'azione pubblica più comprensiva”.

Un Mezzogiorno, dunque, non ancora capace di sfruttare completamente la cultura, pur possedendo una grande fetta del patrimonio artistico italiano ed europeo. Musei e siti archeologici ancora poco conosciuti, biblioteche sempre meno presenti nel territorio, ma anche una fruizione limitata rispetto al resto del Paese, con la Puglia al terz'ultimo posto per spese individuali in cultura e ricreazione, ma per il ministro dei Beni Culturali, Massimo Bray, intervenuto al convegno, si può invertire la tendenza poiché la cultura “è una proposta tornata al centro del dibattito pubblico e dell'azione politica dopo molti anni nei quali una visione miope della società italiana e del nostro paese tendeva a delegittimare e a screditare come spreco. Per il Sud l'idea di 'memoria' e di 'comunità' adeguatamente valorizzate, possono essere il fondamento per una rinascita culturale, economica, politica e civile”.

Secondo il presidente di Federculture, Roberto Grossi: “Non c'è sviluppo senza cultura, come non ci può essere nuova crescita del paese senza il Mezzogiorno. Le energie creative ci sono. Si può uscire dal tunnel”. Dello stesso avviso anche il governatore pugliese Vendola: “L'investimento in cultura è fondamentale. Se uno pensa allo speciale rapporto tra natura e cultura nel Sud, parliamo di una miniera d'oro. Noi abbiamo cominciato a sfruttarla e vogliamo continuare”. Una giornata di confronti e di festa, dunque, per l'Università di Bari che si conferma uno dei centri nevralgici delle energie intellettuali e culturali del capoluogo, istituzione già onorata due anni fa dal presidente Napolitano, molto legato alla città (“Bari è la sua seconda patria” ha commentato il sindaco Emiliano).

Ad accompagnarlo nella visita, ora come nel 2011 il rettore Corrado Petrocelli, agli ultimi giorni del suo doppio mandato durato 6 anni: “Questa mattina – ha commentato - abbiamo sancito la ristrutturazione di uno dei palazzi simbolo della città del dopoguerra, lo abbiamo restituito alla comunità ed è questo un ulteriore tassello di un mosaico offerto, con l'ex palazzo delle Poste, alla piena fruizione degli studenti e dell'intera cittadinanza, per definire così l'originaria idea di avere a Bari un campus universitario nel cuore della città”. Il nuovo rettore, Antonio Uricchio, ha invece puntato sul futuro dell'Ente Accademico: “Il presidente testimonia ancora una volta la vicinanza ai nostri studenti. Mi auguro che voglia ascoltare anche il nostro grido di dolore. Abbiamo subito negli ultimi anni un'emorragia di fondi, docenti e studenti. Mi auguro che il sistema-paese possa investire sulla nostra Università e sul nostro Sud”.  

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