Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Nato in Italia, trattenuto nel CIE: Emra è libero e può tornare a casa

Fine dell'odissea per il giovane di origini serbe, nato in Italia e residente in Veneto, finito al centro di un caso burocratico e trattenuto per dieci giorni nel centro di identificazione ed espulsione di Palese

Emra Gasi è libero e può tornare a casa, a San Donà di Piave, in provincia di Venezia. Il giovane di 22 anni, nato in Italia da genitori provenienti dalla Serbia e residente in Veneto, sabato mattina ha lasciato il centro di identificazione ed espulsione di Palese.

Emra era stato trasferito nella struttura all'incirca dieci giorni fa, in attesa del rimpatrio in Serbia, perchè ritenuto dalle autorità italiane un immigrato irregolare. Anche se, in realtà, Emra in Serbia non ci avrebbe mai messo piede, perchè nato e cresciuto in Italia.

La sua complicata vicenda burocratica comincia lo scorso 25 novembre, quando il giovane viene convocato nella Questura del capoluogo veneto, dove gli viene comunicato che il permesso di soggiorno non potrà essere prolungato. Gli viene detto che a suo carico risulterebbero 'pregiudizi' di polizia. Gli viene notificato un decreto di espulsione, e il ragazzo, affetto da problemi di salute e da un deficit cognitivo, viene trasferito nel Cie di Bari: deve essere rimpatriato in Serbia.

Per la Prefettura la procedura seguita è corretta. Emra non ha mai presentato domanda per ottenere la cittadinanza al compimento del 18esimo anno di età. Ma per il suo avvocato Uljana Gazidede, il ragazzo non può comunque essere considerato un cittadino serbo, bensì italiano. Inoltre, sottolinea l'avvocato, non risultato condanne a suo carico. Per dimostrare che il ragazzo è nato e cresciuto in Italia, il legale presenta copia conforme di uno stato di nascita del Comune di Napoli, che dimostra che il 22enne sarebbe nato a Secondigliano, e uno stato di famiglia del Comune di San Donà, che attesta che abita con la famiglia (madre e fratello, anch'egli malato) nella cittadina veneta. L'avvocato presenta anche un certificato medico in cui si attesta il suo deficit cognitivo. Per chiedere la "liberazione" di Emra viene lanciata una petizione sul web, e il caso arriva anche in Parlamento con un'interrogazione del M5S. Vengono sottolineati anche i problemi psico-fisici del ragazzo: la detenzione nel Cie metterebbe a rischio la sua salute.

"Abbiamo chiesto il riesame urgente al Giudice di Pace, tra pochi giorni contiamo di avere una risposta", spiegava mercoledì scorso a BariToday l'avvocato Gazidede. La "liberazione" di Emra è arrivata questa mattina. "E' libero ed è già partito per Venezia, dove andrà a ritirare il suo permesso", dice al telefono il suo legale. La situazione del giovane, dunque, si sarebbe sbloccata attraverso il rilascio di un permesso che gli consentirà di rimanere in Italia e di presentare richiesta per la cittadinanza italiana. "Seguiremo tutto l'iter per ottenerla - spiega l'avvocato - perchè ne ha diritto". "Di certo - conclude l'avvocato - è molto provato da quello che è accaduto in questi giorni, ma sicuramente è felice di poter finalmente tornare a casa".

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