Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Nave sequestrata in Oman, il sindacato marittimi di Molfetta: "Stato non fa nulla"

Anche un marinaio molfettese nell'equipaggio della nave napoletana sequestrata dai pirati al largo dell'Oman. Il sindacato marittimi denuncia: "Lo Stato non fa nulla contro questi atti di sequestro"

La nave mercantile Enrico Ievoli

Francesco Bacchiani, 45 anni, di Molfetta, è tra i diciotto marinai dell'equipaggio dell'Enrico Ievoli, la nave mercantile della compagnia Marnavi di Napoli sequestrata ieri dai pirati al largo della costa nel mar Arabico, in Oman.

Da ieri la Farnesina ha annunciato di essere in contatto con l'equipaggio, ma da più parti arrivano accuse di scarso interessamento alla vicenda dei 18 marinai da parte delle istituzioni. Dopo la denuncia della moglie del comandante del mercatile, originario di Catania, arriva anche la presa di posizione del sindacato Gente di Mare di Molfetta.

"Davvero non si comprende - si legge in una nota diffusa oggi dal sindacato - come mai nessun intervento gli armatori e lo Stato italiano riescano a mettere in campo contro questi atti di sequestro". "Qualsiasi operatore commerciale che avesse subito un furto o una rapina - è detto nella nota - sino ad oggi avrebbe preso opportuni atti di prevenzione tramite guardie private o altri sistemi; nemmeno lo Stato riteniamo abbia messo in campo le dovute misure per prevenire gli agguati". Invece, secondo il sindacato dei marittimi, "sappiamo tutti quanti e quali interventi siano messi in atto contro i barconi dei 'clandestini', sia nel mare Adriatico che nel canale di Sicilia: trattasi quindi di volontà politica e di allarme sociale".

"Siamo perciò autorizzati - prosegue la nota - a credere che qualcuno abbia trovato canali di finanziamento occulto: invero, non si comprende perché a livello ufficiale tutti negano la dazione di danaro, mentre si dice diversamente da parte degli interessati, come è accaduto per il caso del Buccaneer". "Anzi, su quella vicenda che aveva visto coinvolto un altro marittimo molfettese, il sig. Troilo - prosegue la nota - è calato il silenzio assoluto perché nessuno mai ha chiarito che cosa è successo delle chiatte che il rimorchiatore trainava, né quale fosse il loro carico o la loro destinazione". "Rimane solo da sperare - conclude la nota - che anche questa volta la vicenda si concluda positivamente".

 

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