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Dai semi agli alcolici alla canapa, alla scoperta del 'grow shop' di Bari: "Non istighiamo a coltivarla"

Abbiamo intervistato uno dei dipendenti del 'Devida grow shop', per capire la clientela e la filosofia alla base di un negozio dove tutti i prodotti sono derivati dalla cannabis

 

Semi e influorescenze, ma anche tutto quello che dalla pianta si può ricavare: dall'olio - usato a scopo farmaceutico -, fino ai cosmetici, agli accessori e persino bevande alcoliche e lecca lecca alla cannabis. È la canapa la grande protagonista del Devida Grow shop in via dei Mille, il negozio a San Pasquale che vende tutto il necessario per la coltivazione della pianta. "Ma non chiamateci coffee shop, qui non si vendono droghe di nessun tipo e gli stessi semi sono solo per la conservazione della specie e non per la coltivazione, ammessa solo a livello industriale e con specifiche licenze" avverte il dipendente Domenico Collela.

La clientela 

Siamo andati a farci un giro all'interno dell'esercizio commerciale, aperto dal 2013, per farci spiegare come è nata l'idea di aprire un 'grow shop' - letteralmente 'negozio per la coltivazione', che clientela lo frequenta e scoprire quale sia la filosofia alla base di questa tipologia di prodotti. "Vendiamo semi di diverse varietà di cannabis - commenta Colella -. I prezzi? Dagli 8 ai 10 euro al seme. Da noi vengono anche 60enni e 70enni, che magari con l'olio di canapa si curano ad esempio problemi reumatici, disturbi dell'appetito ed epilessia. C'è anche però chi viene per comprare semi di altro tipo, come della pianta di basilico, visto che vendiamo semi di ortaggi e attrezzi per il giardinaggio".

Articoli per fumatori

All'interno del negozio c'è anche una vasta selezione di articoli per i fumatori: dalle cartine alle pipette, passando per i trita tabacco e i contenitori. "Sono però pensati per utilizzarli con il tabacco - assicura Colella -. Stiamo cercando di diffondere una cultura della cannabis che non si sofferma soltanto all'uso ricreativo e psicoattivo alla quale normalmente si associa questa pianta". Insomma, niente di illegale, come invece qualcuno potrebbe pensare osservando il tipo di prodotti venduti. E a renderlo noto ai clienti è un cartello: "Devida srls non veicola o approva atti illeciti. La coltivazione della canapa è illegale in Italia e punibile per legge".

La normativa regionale

A livello normativo, la Regione Puglia sta avendo un atteggiamento di apertura verso la coltivazione della canapa. A maggio il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità la proposta di legge di promozione verso la coltivazione della cannabis - con un contenuto di tetraidrocannabinolo (thc) inferiore allo 0,2 per cento e comunque non superiore allo 0,6, coltivata secondo le pratiche dell'agricoltura biologica e integrata -, stanziando in tre anni 1,5 milioni di euro. I progetti finanziati riguardano le attività di ricerca per l'individuazione delle varietà di canapa più idonee alla coltivazione nel territorio regionale; le attività di coltivazione, raccolta, movimentazione, stoccaggio e realizzazione di impianti per la lavorazione, trasformazione al fine di creare delle filiere produttive dedicate alla coltivazione della canapa; l'impiego della canapa nei settori della bioedilizia, alimentare e farmacologico; la coltivazione della canapa a fini depurativi con particolare riferimento alla bonifica dei terreni inquinati; l'elaborazione di progetti specifici per la formazione di operatori specializzati nella coltivazione.

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