Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Proposta Aprea, studenti sul tetto di Giurisprudenza

I ragazzi di Rete della Conoscenza, questa mattina, hanno invaso le strade del centro e occupato palazzo Del Prete per dire 'No' i provvedimenti che prevedono l'ingresso dei privati nei Consigli di Facoltàe delle scuole e l'annullamento del valore legale del titolo di studio

"La legge Aprea? Lasciamola dov'è, abbandonata in qualche cassetto". Perchè se il Governo Monti la rispolvera, ecco che gli studenti scendono in piazza. Stamattina piccolo corteo tra stazione e piazza Cesare Battisti, assemblee pubbliche più occupazione delle aule e del tetto di Giurisprudenza da parte dei ragazzi di Rete della Conoscenza (Link e Uds Bari) contro la decisione dei 'professori - ministri' di riprendere il mano la proposta di legge e dare ai privati la possibilità di accedere nei consigli di Facoltà.

Questa volta, però, le stanze romane sembrano anche più determinate di due anni fa, visto l'appoggio spesso incondizionato del Parlamento che con la sua maggioranza bulgara tra Pd, Pdl e Terzo Polo, potrebbe dare seguito al provvedimento legislativo. E ciò fa mal sperare gli studenti che sin dalle 10 hanno sfilato per le strade del centro per dire 'No' all’abolizione del valore legale dei titoli di studio, all’aumento della tassazione e, soprattutto, all'ingresso dei privati dei consigli scolastici che diventerebbero di conseguenza dei veri e propri consigli di amministrazione. "Vogliano far diventare l'università pubblica come una spa", dicono alcuni ragazzi.

Così non basta che Monti abbia aumentato le tasse universitarie e quella per il Diritto allo studio ("Sempre più ragazzi abbandoneranno gli studi per via dei costi troppi alti"): "Contro di noi - spiegano gli studenti - ci si mette anche il Parlamento che ha ripreso la proposta di legge". E annunciano severi: "Abbiamo già lottato contro i provvedimenti della Gelmini. Siamo pronti a farlo ancora". Il progetto Aprea, nello specifico, introduce i privati nelle scuole con la possibilità di influire sui programmi d'istruzione. I ragazzi hanno già capito l'antifona: "Con queste manovre, in Italia si verrebbero a creare due tipologie distinte di università. Una costosa e per pochi, e una aperta a tutti ma di scarsa qualità. In questo modo si renderanno strutturali le differenze sociali presenti nel paese e verrà distrutto totalmente il ruolo che l'istruzione ha nell'emancipare gli individui”.
Ultimo tema caldo della protesta, la riforma del lavoro. Guardano al futuro i ragazzi che hanno 'invaso' palazzo Del Prete: "Un milione di giovani vivono con contratti parasubordinati e non vedranno alcun miglioramento delle proprie condizioni di vita con questa riforma del mercato del lavoro". E non se la passano bene neppure i più fortunati, quelli 'stabilizzati': "Quelli con un contratto a tempo indeterminato non avranno più la sicurezza dell’articolo 18 che garantiva il diritto di non essere licenziato senza giusta causa".

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