Cronaca

Impianto smaltimento rifiuti nella zona Industriale, il M5S chiede stop dell'iter: "Tutelare i cittadini"

Il Movimento critica Palazzo di Città citando una nota della Ripartizione Ambiente in cui si fa riferimento a misure di "mitigazione/compensazione" nel caso verrà realizzata l'opera. Il Comune replica: "Parere solo consultivo su un'attività non presentata come inceneritore"

La zona industriale di Bari (Immagine di repertorio)

Continua a far discutere l'ipotesi della realizzazione di un impianto di ossicombustione per lo smaltimento dei rifiuti nella zona industriale di Bari-Modugno, per la quale, nelle scorse settimane, vi era stata una presa di posizione contraria da parte del sindaco Antonio Decaro e dei colleghi modugnesi e bitontini Nicola Magrone e Michele Abbaticchio: gli attivisti baresi del M5S hanno infatti pubblicato, sul sito locale del Movimento, un estratto di una nota della Ripartizione Ambiente, Sanità e Igiene del Comune, datato 29 novembre scorso, in cui si fa riferimento all'iter regionale di realizzazione dell'impianto e in particolare alle misure di "mitigazione/compensazione", tra cui vi è quella di costruire un giardino. Sull'argomento i pentastellati attaccano l'amministrazione cittadina: "Tra tariffe più vantaggiose per il Comune di Bari - affermano -,  oboli da rilasciare da parte dei comuni vicini che tratteranno li i rifiuti ed un parco giochi da realizzare in prossimità dell'area dell'impianto, risulta evidente come in sede di Question Time, Decaro e la sua Giunta abbiano mentito alla Città di Bari ed ai cittadini pugliesi". Il riferimento è all'interrogazione presentata dai pentastellati nel corso del Consiglio comunale dell'11 dicembre scorso. Il Movimento, inoltre, nei prossimi giorni, attuerà "ogni intervento utile per bloccare questo ennesimo scempio al fine di tutelare i cittadini e l'ambiente".

Il sindaco: "Parere consultivo dei tecnici comunali"

L'estratto della nota è circolato su internet creando non poche polemiche. A smorzarle ci ha pensato proprio il sindaco che è intervenuto per spiegare il documento: "I tecnici comunali - scrive Decaro, senza informare il sindaco (non sono tenuti a farlo) hanno espresso in conferenza dei servizi un parere consultivo sulla localizzazione di un'attività che non viene presentata come un inceneritore. Il parere tiene conto della destinazione urbanistica del suolo e delle emissioni in atmosfera che secondo l'Arpa sono sotto i limiti di legge. Nel parere dei tecnici sono riportati potenziali compensazioni (che invece non sono di competenza tecnica e dovrebbero essere valutate dal sindaco)". L'iter, per legge, fa riferimento alla Regione Puglia, seppur coinvolgendo anche altri Enti come ad esempio i Comuni e l'Arpa. Lo stesso Decaro, a tal proposito, nei giorni scorsi aveva ribadito la sua opposizione chiedendo ad Emiliano di rivedere la posizione della Regione, definendo l'opera "contraddittoria" e specificando che "questa amministrazione comunale da tempo, è impegnata nella programmazione e nella attuazione di attività finalizzate ad un governo più efficiente ed ecologicamente sostenibile del ciclo dei rifiuti" con l'obiettivo "di annullare, o almeno contenere, gli impatti ambientali e sanitari, riducendo anche la produzione dei rifiuti stessi e recuperando risorse da essi". L'iter, in ogni caso, dopo anche il parere consultivo del Comune, va avanti.

Il centrodestra all'attacco

Sulla vicenda interviene anche il centrodestra a Palazzo di Città. Il consigliere comunale Giuseppe Carrieri ha presentato una mozione urgente nella quale si chiede asindaco di "diffidare Amiu dal proseguire nella collaborazione con l'impresa titolare del progetto", di "impartire alle Ripartizioni competenti precise direttive finalizzate al diniego delle istanze avanzate" e di riferire sull'argomento in aula entro 30 giorni. Inoltre, secondo il consigliere di minoranza, Michele Picaro (Fi) è "inutile affrontare il tema dell’impatto ambientale qualora si autorizzi la realizzazione dell’inceneritore, oggetto di una conferenza di servizi indetta per il giorno 30 gennaio". L'esponente di centrodestra annuncia "una manifestazione di protesta per questa scelta che danneggerebbe la salute dei cittadini baresi".

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