Cronaca

"Tarantini non ricattò Berlusconi". La Procura di Roma chiede l'archiviazione

Stessa richiesta per la moglie dell'imprenditore, due collaboratori e Walter Lavitola. Per gli inquirenti la somma versata da Silvio Berlusconi sarebbe stata elargita per aiutarlo a superare alcune difficoltà finanziarie

La Procura della Repubblica di Roma ha chiesto l'archiviazione per Giampaolo Tarantini e Walter Lavitola, nell'ambito dell'indagine sulla presunta estorsione dal 500mila euro che Silvio Berlusconi avrebbe subito dall'imprenditore barese e dal direttore dell''Avanti'. La richiesta di archiviazione è stata firmata dal procuratore Pignatone, dall'aggiunto Caporale e dal sostituto Marazza e riguarda anche due collaboratori di Tarantini e la moglie, Angela Devenuto. Gli inquirenti hanno ritenuto che la somma sarebbe stata data a Tarantini per aiutarlo a superare alcune difficoltà finanziarie.

Questi aveva dichiarato, in precedenza, che il danaro era stato destinato alle sue attività imprenditoriali e non per indurlo a dire falsità ai magistrati nell'ambito del caso Escort. Le conclusioni dei magistrati capitolini saranno portate a conoscenza del procuratore aggiunto di Bari, Pasquale Drago, che lo scorso luglio ha chiuso l'indagine contestando a Lavitola e a Berlusconi di aver indotto Tarantini a mentire all'autorità giudiziaria sul giro di ragazze che si sarebbero prostituite durante le feste nelle residenze dell'ex presidente del Consiglio. Gli inquirenti baresi ritengono che il mezzo milione di euro versato da Berlusconi servisse proprio per evitare che Tarantini raccontasse la verità.

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