Palese e Santo Spirito nella morsa dei binari. M5S: "Non possiamo più aspettare"

Il Movimento avvia la raccolta firme sul Nodo Ferroviario per una petizione da presentare in Regione: "I lavori a nord di Bari sono più urgenti di quelli avviati a sud". Chiesta conferenza dei servizi al sindaco. In arrivo interrogazione parlamentare

Un muro quotidiano, contro il quale ogni giorno si scagliano le frustrazioni e la rabbia dei cittadini di un territorio spesso dimenticato dalle istituzioni. La questione del nodo ferroviario le cui spire avvolgono la città, si fa ancora più ingarbugliata a Palese e Santo Spirito. Lì, più che in altre zone di Bari, i passaggi a livello scandiscono la vita degli abitanti, condizionandone pesantemente ritmi e abitudini. Quotidianità oramai insostenibile come sottolinea anche il Movimento Cinque Stelle: "C'è gente - spiega l'attivista Davide Mancini - che per andare a comprare il latte o a scuola deve passare mezz'ora ad aspettare il passaggio a livello. Sono situazioni imbarazzanti per un capoluogo”, senza contare i pericoli e i tantissimi incidenti mortali verificatisi proprio a ridosso degli incroci ferrovia-strada. Inoltre, i rumori dei treni, dei segnali e delle auto, rendono elevato il fastidio per le orecchie dei residenti, privandoli spesso del riposo e del silenzio.

Il M5S ha studiato le centinaia di pagine di carte tra delibere, autorizzazioni e progetti, chiedendo interventi immediati, a cominciare dalla ridefinizione delle priorità riguardanti lo 'scioglimento' del nodo ferroviario barese, opera da complessivi 850 milioni di euro, attualmente concentrate sul tratto sud: "La motivazione di privilegiare questo tratto - ritiene Mancini - nasce per valorizzare la tratta Bari-Napoli, che ovviamente termina con la stazione Centrale. Il progetto poi, prevede un collo d'oca che allungherà i tempi di percorrenza. Riteniamo che per ragioni di sicurezza e urgenza si debba privilegiare la parte nord rispetto a quella sud, dietro alla quale - prosegue Mancini - a nostro avviso ci sarebbero soprattutto esigenze legate alla speculazione edilizia. La cosa drammatica che ho potuto constatare - spiega - è che sono stati anteposti i diritti dei cittadini e la sicurezza, oltre al buonsenso".

A tal proposito il M5S ha messo in cantiere 3 iniziative, a partire una raccolta di 5mila firme per presentare un ordine del giorno in Consiglio regionale. Il movimento poi propone al sindaco Emiliano una conferenza di servizi con tutti gli attori interessati al progetto tra cui Regione, Ministero ed Rfi. Infine, l'azione coinvolgerà anche il Parlamento: "Chiederemo - annuncia Mancini - tramite i deputati del M5S, anche un'interrogazione parlamentare alla Camera, in commissione Trasporti. Vogliamo agire affinché la situazione si sblocchi al più presto".

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