Mamme e papà troppo impegnati? Per i bimbi arrivano i 'Nonni sociali'

Prende il via l'iniziativa dell'Assessorato al Welfare del Comune di Bari in collaborazione con la Cooperativa Gea, destinata ad anziani volontari e famiglie

'Nonni sociali' per aiutare genitori in difficoltà che hanno poco tempo per occuparsi dei propri figli: è stato avviato il percorso ideato dal Centro Polivalente Anziani del Comune di Bari e gestito dalla cooperativa Gea in collaborazione con l'Assessorato cittadino al Welfare, per creare una 'rete' di persone a disposizione della comunità. Un primo incontro si è già svolto ieri, nella sede di via Dante: al termine del calendario gli anziani volontari avranno gli strumenti necessari per cominciare il progetto. Il programma di 'Nonni sociali' sarà presentato entro fine mese e sarà redatto da psicologi, legali ed educatori sociali. Chi è interessato a ricevere informazioni sull'iniziativa può contattare il numero 080/5214055

“In altri Paesi del mondo, dal Giappone alla Germania, - afferma l’assessora al Welfare Francesca Bottalico - il welfare di comunità, basato sui legami spontanei tra persone di età e ceto sociale diversi, regge buona parte del lavoro del welfare istituzionale. Da quando ci siamo insediati stiamo cercando di introdurre questo modello con un lavoro quotidiano faticoso e, allo stesso tempo, entusiasmante, come dimostrano le esperienze di mutuo aiuto, solidarietà diffusa, affido adulti in difficoltà e persone con disabilità, l'accoglienza in famiglia, il progetto Essere comunità, la banca del tempo interculturale o le mamme di appoggio. Entrando nello specifico di questo nuovo progetto, sappiamo bene che nella nostra città ci sono tanti anziani soli, ancora molto attivi, che hanno voglia di rendersi utili e di sentirsi vivi, e moltissimi nuclei familiari in affanno, genitori single che lavorano o anche coppie con figli che, per le ragioni più disparate, non riescono a dedicarsi a quell’impegno di cura che crescere dei bambini comporta inevitabilmente. Nasce da qui l’idea dei “nonni sociali”, una sorta di circolo virtuoso in cui ciascuno mette in gioco i propri bisogni e la propria esperienza di vita per essere d’aiuto e generare nuove possibilità. L’incontro intergenerazionale è una dimensione che può riservare grandi sorprese e creare legami significativi che vanno anche oltre le finalità del singolo progetto. Credo che esistano le condizioni e la sensibilità perché la rete dei “nonni sociali” possa prendere corpo”.

“L’idea progettuale - aggiunge Grazia Vulpis, presidente della Gea - nasce dall’esigenza concreta di dare risposte a tutte quelle donne con figli che hanno vissuto o vivono situazioni di difficoltà. La cooperativa Gea gestisce due Comunità per l’accoglienza di mamme con figli e spesso, insieme all’avvocato Mariarita Blasi, curatore e tutore di molti minori affidati, ci si ritrova a cercare soluzioni pratiche che possano consentire alle mamme di ritrovare i loro spazi di autonomia sociale e lavorativa e ai bambini di essere accuditi anche fuori dalla Comunità. Il progetto nonno sociale nasce in questa logica: ridare fiducia alle donne, donare ai minori l’affetto che gli serve per crescere sereni e restituire ai nostri nonni un ruolo educativo e affettivo. Pensiamo di mettere a disposizione gli spazi delle strutture che gestiamo per organizzare i primi momenti di incontro tra i nonni volontari e i piccoli perché possano scegliersi”.

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