Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

"In meno di un mese 17 richieste, da donne e uomini": i numeri dello sportello d'ascolto su sexting e revenge porn

Il servizio, attivo da 28 giorni, è gestito dall'assessorato al Welfare in collaborazione con l’associazione 'Gens Nova' O.d.v. Bottalico: "Numeri cresciuti con l'emergenza pandemica"

Quattordici donne e tre uomini in meno di un mese hanno chiesto il supporto dello sportello del Comune rivolto alle vittime di revenge porn e sexting. Tra questi anche quattro docenti che hanno segnalato casi relativi ad altrettante studentesse, 2 mamme preoccupate per la circolazione di immagini dei propri figli, 7 donne adulte che hanno denunciato episodi di revenge porn e stalking e 1 che ha denunciato il furto di immagini pubblicate sui social. È il Comune di Bari a fornire i dati relativi all'avvio del servizio, frutto di un accordo siglato tra assessorato al Welfare e l’associazione “Gens Nova” O.d.v.

Tra le richieste ci sono appunto anche quelle degli uomini. Nello specifico in due 2 hanno richiesto una semplice consulenza sui comportamenti da adottare dopo la separazione con immagini delle ex partner in loro possesso, mentre l’altro ha chiesto consigli in merito a un ipotetico caso di diffamazione via social.

"In meno di un mese di attività lo sportello ha già registrato 17 richieste, una tendenza in crescita negli ultimi giorni - commenta l’assessore al Welfare Francesca Bottalico - a riprova del fatto che sexting e revenge porn sono fenomeni estremamente diffusi che attraversano la nostra quotidianità di adulti e adolescenti, molto più di quanto si possa immaginare, con effetti decisamente rilevanti sul benessere psicologico delle vittime. In alcuni casi si tratta di episodi che vanno ben oltre e si trasformano addirittura in stalking, diffamazione o violenza. L’equipe del progetto, composta da avvocati e psicologi dell’associazione Gens Nova in rete con l’assessorato, è al lavoro per individuare, per ciascun caso, le azioni più efficaci da intraprendere a tutela delle vittime, con il supporto della Polizia postale e dei servizi territoriali". L'assessore ricorda poi che l'impegno del Welfare prosegue, affinché affinché questo nuovo spazio venga supportato anche da percorsi di formazione, sensibilizzazione e prevenzione da realizzare in favore degli adolescenti, degli adulti, degli insegnanti e dei genitori e in collaborazione con le altre realtà della rete del welfare impegnate sugli stessi temi, "in modo che chiunque possa trovare un supporto qualificato nell’affrontare le conseguenze di un reato i cui numeri, purtroppo, sono cresciuti sensibilmente durante questi mesi di emergenza sanitaria".

"Sono molto soddisfatto perché, a dire il vero, non immaginavo che in così poco tempo avremmo ricevuto così tante richieste d’aiuto, vista anche la delicatezza degli argomenti trattati - dichiara Antonio La Scala, presidente dell’associazione Gens Nova -. Sono rimasto piacevolmente stupito anche perché spesso, in circostanze come queste, è più semplice rivolgersi alle Forze dell’ordine. Perciò penso sia una conferma importante della validità dello sportello di ascolto e del bisogno, ancora troppo inespresso, di un supporto da parte delle vittime di fenomeni così sgradevoli e insopportabili".

Lo sportello d'ascolto

Lo spazio d’ascolto e di orientamento legale rivolto alle vittime di revenge porn e sexting è attivo presso la sede dell’associazione Gens Nova (via Davanzati 25) ed è disponibile un numero telefonico (340 5600875) - raggiungibile tutti i giorni, anche festivi, dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 16 alle 20 - al quale un volontario fornisce risposte immediate o fissa un incontro tra la vittima e un avvocato e uno psicologo.

Lo sportello, che garantisce supporto qualificato gratuito nell’attività di cancellazione dei video o delle immagini diffuse senza autorizzazione delle vittime, svolgerà una costante attività di informazione negli istituti scolastici baresi di ogni ordine e grado, nonché in favore delle famiglie interessate, e sarà a disposizione degli operatori sociali per una formazione specifica sul tema. Lo sportello, che in base al protocollo siglato sarà attivo per due anni, è accessibile a tutti e tutte. 

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