Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Numero verde per i reati del mare, nel barese record di chiamate

In un mese di attività del numero 800 085898 gestito dal Wwf individuati 82 reati, tra rifiuti sulle spiagge, distruzione di dune e abusivismo

Spianata di cemento sulla costa di Cozze

Sono già più di 400 le telefonate  ricevute nel primo mese di attività del numero verde 800 085898 istituito in collaborazione tra la Regione Puglia ed il Wwf- Ricerche e Progetti, per la segnalazione dei reati ambientali del mare e sul demanio marittimo. Il numero attivo dal 15 giugno ogni giorno dalle 9:30 alle 18:30 sarà a disposizione di tutti i cittadini che vogliano denunciare, anche in forma anonima, situazioni illegali e illeciti di cui siano testimoni fino al 15 di settembre.

Il servizio attivo dal 2004  anche quest'anno si rinnova e individua nella Regione Puglia un'attenzione particolare verso gli oltre 800 chilometri da cui è composta. Unica regione in Italia ad offrire un servizio di call center per questo tipo di reati, si offre come punto di raccordo nei confronti di una materia che con una legislazione molto precisa, divide le competenze per ogni singolo reato creando non poca confusione tra chi si imbatte negli illeciti.
 
“Le telefonate che arrivano sono tantissime e  sono in costante aumentonon perché aumentino gli illeciti, ma perché il cittadino si sente più coinvolto nella tutela dell'ambiente  – ha spiegato il vice presidente regionale del Wwf Mauro Sasso che nella presentazione nel castello angioino di Mola di Bari  spinge perché il numero sia esposto su tutte le spiagge -  Alcune telefonate poi tendono a segnalare illeciti che esulano le aree limitrofe al mare come l'abbandono di animali, o discariche abusive”.

Bari è la provincia pugliese  in cui si registrano il maggior numero di segnalazioni con 12 segnalazioni registrate su territorio demaniale e 16 in area non demaniale rispetto ad un totale regionale di 53 demaniali e 29 non demaniali. I reati più comuni riguardano illeciti legati ai lidi, barriere che non consentono il libero accesso al mare, la cementificazione delle spiagge e lo sbancamento delle dune.


“È assurdo che si continuino a devastare le dune – incalza l'ingegnere Vito Francesco dirigente del demanio marittimo della Regione Puglia - c'è ancora molto lavoro da fare se la gente non capisce che distruggendo le dune, la spiaggia sparisce e con lei una ricchezza paesaggistica ed economica per la nostra Regione – ha continuato - La Regione in questi anni ha svolto un grosso lavoro di normalizzazione, stabilendo che il 60% delle spiagge dev'essere costituito da spiaggia libera e imponendo che non si possano creare costruzioni fisse, ma solo trasportabili - rivolgendosi poi al sindaco di Mola Stefano Diperna ha aggiunto- Manca però la collaborazione dei comuni che in 8 mesi non hanno ancora presentato un piano demaniale comunale”.

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