Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Bar e ristoranti chiusi alle 18, stop a palestre, cinema e teatri: le misure del nuovo Dpcm in vigore da oggi

Italia in 'semi-lockdown': le nuove norme anti covid resteranno in vigore almeno fino al 24 novembre: ecco cosa cambia da oggi

Bar, pub e ristoranti chiusi alle 18 (con la possibilità di effettuare servizi di domicilio e asporto fino alle 24), stop alle attività di palestre, piscine e centri termali, ma anche a cinema, teatri e spettacoli e alle feste dopo le cerimonie religiose. E ancora, "divieto di sosta" nei negozi se non per il tempo necessario agli acquisti e la "forte raccomandazione" a non ricevere in casa estranei. Con il nuovo Dpcm in vigore da oggi e la sua ulteriore stretta sulle misure anti Covid, l'Italia entra in un 'semi-lockdown' che si potrarrà almeno fino al 24 novembre (termine di validità del decreto firmato ieri dal presidente del Consiglio Consiglio). Vediamo dunque tutte le misure in vigore da oggi, così come sintetizzate da Today.it

Nuovo Dpcm: cosa cambia per i locali

I ristoranti, i bar, i pub, le gelaterie e le pasticcerie possono rimanere aperti dalle ore 5 alle 18. Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi. Dopo le 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico ma resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati. È fatto obbligo nei locali pubblici e aperti al pubblico, nonché in tutti gli esercizi commerciali di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale. Le regole applicate ai ristoranti sono estese anche alle strutture agrituristiche. Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nonché, fino alle ore 24, la ristorazione con asporto ma sempre con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Continuano, poi, a essere consentite le attività delle mense e del catering. Restano infine aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, all’interno degli ospedali e negli aeroporti.

Le regole per le altre attività commerciali

Per quanto riguarda le altre attività commerciali i saloni di bellezza, i parrucchieri e i barbieri rimangono aperti, così come i negozi al dettaglio come calzature, abbigliamento, accessori, librerie, profumerie restano aperti senza limiti d’orario, ma devono rispettare le regole: dalla distanza di un metro agli ingressi dilazionati dei clienti. La novità è nel passaggio in cui il governo chiede agli esercenti che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni.

Stop alle atttività del tempo libero 

A fermarsi completamente sono le attività del tempo libero, dai cinema alle palestre e centri benessere. "Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto". Restano invece aperti e così gli altri "istituti e luoghi della cultura", come aree archeologiche e monumenti. Gli ingressi del pubblico sono contingentati, i visitatori devono rispettare la distanza di almeno un metro e gli assembramenti sono vietati. Anche i parchi tematici e di divertimento restano sospesi fino alla scadenza del decreto, fissata al 24 novembre. "Sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi". Resta la possibilità di svolgere attività sportiva di base e attività motoria in genere purché all’aperto presso circoli sportivi, pubblici e privati, senza creare assembramenti e rispettando le distanze; È sospeso lo sport di contatto ma è possibile far allenare bambini e ragazzi all’aperto e rispettando le distanze. Resta consentito svolgere attività sportiva o motoria all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ma sempre rispettando la distanza di 2 metri per l’attività sportiva e di 1 metro per ogni altra attività, come le passeggiate. Sono poi "vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose", quindi niente pranzi o festeggiamenti dopo matrimoni, i battesimi, le comunioni o le cresime. "Restano comunque sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso". Sono vietate le sagre, le fiere di qualunque genere «e gli altri analoghi eventi». Fino al 24 novembre non sarà possibile organizzare nemmeno le fiere internazionali e sono sospesi congressi e convegni. Per le cerimonie vere e proprie (matrimoni, cresime, battesimi) il Dpcm consente "le funzioni religiose con la partecipazione di persone nel rispetto dei protocolli". La capienza deve essere indicata all’esterno dei luoghi di culto.

Scuola e lavoro

Per quanto riguarda il lavoro, mentre nel pubblico la quota del 50% dei dipendenti in smart working è stata già fissata con un provvedimento firmato il 20 ottobre dalla ministra del Lavoro Fabiana Dadone, per il privato il Dpcm raccomanda che le attività professionali "siano attuate anche mediante modalità di lavoro agile; siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva; siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio, fermo restando l’obbligo di utilizzare dispositivi di protezione; siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro". Per le scuole dell’infanzia e le istituzioni scolastiche del primo ciclo l’attività didattica resta in presenza. Per le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado la soglia minima di erogazione dell’attività in didattica digitale integrata è incrementata ad almeno il 75%, anche qualora le ordinanze regionali rechino un limite inferiore. Le scuole, secondo quanto disposto dal Miur, provvederanno all’adozione degli atti necessari nella giornata di oggi, lunedì 26 ottobre, con efficacia, poi, dalla giornata di domani.

Raccomandato "non ricevere" persone in casa

Infine nel nuovo decreto cade il limite di sei ospiti in casa: ora nel Dpcm non c’è un numero massimo di persone che si possono invitare a casa. Ma il governo ha inserito (all’articolo 1, comma 9, lettera n) il divieto di feste al chiuso e all’aperto. "Con riguardo alle abitazioni private — si legge nel testo definitivo, già in Gazzetta Ufficiale — è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza". Una raccomandazione e non un divieto.

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