menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Cambia il servizio di trasporto speciale, la protesta dei disabili contro la sperimentazione del Comune: "Ci penalizza"

Niente più tagliandi per un numero fisso di corse per il 'taxi a chiamata', ma un contributo assegnato direttamente ai fruitori. Un sistema che non convince una parte degli utenti. Il Comune: "Cambiamento necessario per inadempienze della cooperativa, terremo conto delle loro istanze"

Non più blocchetti di ticket cartacei da utilizzare per un numero prestabilito di corse (in cambio del versamento di una quota fissa), ma un contributo in denaro versato direttamente sul conto corrente dei beneficiari, determinato in base all'Isee, con il quale gestire autonomamente le spese per il servizio di trasporto. Il Comune cambia le modalità di fruizione del servizio di 'taxi a chiamata' (cioè verso sedi non prefissate) per i disabili, ma contro la sperimentazione, della durata preannunciata di sei mesi, si levano le voci di protesta di una parte degli utenti.

"Hanno cambiato di punto in bianco il sistema, sostituendo i tagliandini con una quota in denaro che assolutamente non copre le necessità di ogni utente": a spiegare a BariToday le ragioni del malcontento dei disabili che due giorni fa hanno manifestato davanti agli uffici dell'assessorato al Welfare in piazza Chiurlia, è Annarita Romito, presidente dell'associazione DiversArte, da anni utente del servizio. Uno dei punti della protesta, come chiarisce Annarita, è l'entità della somma assegnata, ritenuta incongruente rispetto ai reali costi che gli utenti sostengono con il nuovo sistema: "E' un meccanismo che ci costringe a centellinare i soldi, e che non tiene conto del fatto che a seconda della zona in cui ciascun utente abita, i costi degli spostamenti cambiano, e quindi inevitabilmente l'utente deve rimetterci di tasca propria. Invece prima c'era un costo fisso, quando finiva un blocchettino si faceva un nuovo versamento, e quella era la quota da versare". 

Un nuovo sistema, quindi, che - dicono i disabili - si traduce in maggiori costi da sostenere, costringendo in molti di conseguenza a limitare gli spostamenti. Ma le difficoltà, come spiega ancora Romito, sono anche di tipo 'logistico': "Mentre precedentemente il servizio di taxi a chiamata metteva a disposizione pulmini con le pedane elettriche per entrare nel veicolo, ora con un normale taxi chi come me è in carrozzella non ha più questa possibilità. Ma teniamo anche conto dei disabili non vedenti: spesso a bordo dei normali taxi non vengono accettati i cani guida, e questi utenti rimangono a terra".

Un ulteriore aspetto contestato riguarda il fatto che, nell'individuazione dei beneficiari del servizio, non si sarebbe tenuto conto della 'storicità' di utilizzo da parte di ciascun utente, prendendo in considerazione, cioè, solo coloro che vi hanno fatto ricorso nell'ultimo anno. Un criterio in base al quale la stessa Annarita - come racconta - si è ritrovata esclusa dal servizio: "Usufruivo del taxi a chiamata da più di dieci anni, ma solo perché nell'ultimo anno ne ho fatto un uso limitato a causa di gravi problemi di famiglia, che mi hanno costretta a ridurre gli spostamenti, hanno pensato che non mi fosse più utile. Così da lunedì non ho più il trasporti, sono 'agli arresti domiciliari' senza aver fatto nulla. In Comune mi hanno detto che adesso posso considerarmi al pari di un nuovo che fa domanda di ammissione al servizio, quindi mi accrediterebbero un contributo minimo rispetto a chi ne ha fatto un uso maggiore, ma non tenere conto della storicità è sbagliato".

Il Comune: "Inadempienze della cooperativa, terremo conto delle istanze"

In occasione della protesta di mercoledì scorso, le istanze di Annarita e degli altri utenti sono state raccolte dai responsabili dell'assessorato al Welfare. I disabili chiedono di tornare al vecchio al sistema, o almeno di tenere invariato il numero di trecento corse precedentemente previsto. "Tornare indietro non è possibile - spiega a BariToday il capo di gabinetto del sindaco, Vito Leccese -  Perché la cooperativa affidataria del servizio non solo è stata sanzionata per grave inadempimento contrattuale, ma sostanzialmente ha dimostrato di non potersi mettere in regola. Abbiamo ricevuto molte lamentele dagli utenti. Quindi, pur di evitare di sospendere il servizio, abbiamo individuato questa forma del contributo economico, una sperimentazione di sei mesi  che servirà a vedere se questa forma può funzionare, altrimenti dovremo fare nuovamente una gara per individuare il fornitore". "Terremo conto di tutto quello che ci hanno detto per migliorare il servizio - assicura Leccese - tenuto conto che si tratta di una fase assolutamente sperimentale. Ad esempio, abbiamo già detto che il contributo sarà quello storicizzato, che terrà conto degli ultimi quattro anni e non solo dell'ultimo anno. Essendo in una fase sperimentale siamo pronti a recepire tutti i consigli utili ad evitare il più possibile i disagi".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BariToday è in caricamento