Cronaca

"Oltre 2700 donatori di sangue": la generosità dei pugliesi per le vittime del disastro ferroviario

Il governatore Emiliano: "Orgoglioso di loro. Un bellissimo gesto che ci restituisce il senso di una comunità capace di stringersi attorno ai fratelli più colpiti". Si mobilita anche la comunità islamica

In poco più di ventiquattro ore sono stati 2724 i pugliesi che hanno donato, nei 21 centri trasfusionali pugliesi, il sangue  da destinare ai feriti dell'incidente ferroviario di ieri sulla Corato-Andria. A comunicare il dato è il governatore Michele Emiliano: "Sono orgoglioso di loro - ha dichiarato - e vorrei ringraziare e abbracciare tutti i cittadini che si sono messi in fila da ieri per donare il proprio sangue - ha detto Emiliano - un bellissimo gesto che ci restituisce il senso di una comunità che, al momento del bisogno, si stringe intorno ai più fragili, ai più colpiti. Vorrei ringraziare la macchina perfetta della Protezione civile - ha aggiunto Emiliano - così come tutti gli operatori del 118, gli operatori sanitari degli otto ospedali che hanno accolto i feriti, i medici dell’Istituto di medicina legale del Policlinico di Bari che con grande sensibilità hanno svolto un lavoro davvero difficile, quello del riconoscimento delle vittime". La capillare organizzazione sul fronte donazioni è stata realizzata dal Dipartimento regionale Promozione della Salute, del Benessere Sociale e dello Sport per Tutti assieme al Coordinamenti Regionale delle Attività Trasfusionali (Crat). Al Policlinico in tanti, anche questa mattina, erano in fila per dare il proprio sangue agli operatori: "Ci è sembrato un gesto spontaneo e doveroso" hanno raccontato alcuni studenti in coda mentre compilavano il modulo per la donazione.

Anche la comunità islamica barese si è mobilitata per aiutare le persone coinvolte nel disastro. In 20,  tra cui l'imam Shwandy Gazi, hanno effettuato le loro donazioni nel capoluogo e in alcuni centri della provincia: "

Ci sentiamo anche noi musulmani pugliesi colpiti profondamente da questa tragedia che ha sconvolto le nostre famiglie - ha dichiarato Sharif Lorenzini presidente della Cidi (Comunità Islamica d’Italia) - per questo abbiamo deciso di aiutare concretamente i feriti lacerati nel corpo e nell’anima".

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