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OM Carrelli, la Metec rinuncia alla riconversione del sito

Dietrofront dell'azienda piemontese la cui scelta è ricaduta sull'impianto Fiat di Termini Imerese e su Firema di Caserta. Boccia: "Vicenda politica molto grave"

Le brutte notizie circolate nei giorni scorsi avevano un fondamento: a quanto pare l'azienda piemontese Metec individuata come il soggetto che poteva salvare la Om Carrelli di Bari, ha rinunciato alla riconversione del sito pugliese preferendo lo stabilimento Fiat di Termini Imerese.

A darne conferma al termine dell’incontro tenutosi due giorni fa al ministero dello Sviluppo economico tra gli uomini del dicastero, i vertici di Metec e i sindacati, è il sindacalista Gianluca Ficco, della segreteria nazionale della Uilm:

"Metec, società del settore automotive che attualmente conta 1.500 dipendenti in Italia e 3.500 nel resto del mondo, ha confermato la propria intenzione di reindustrializzare il sito di Termini Imerese, precisando che ciò non interferirebbe con l'investimento in Firema nel Casertano, che quindi viene confermato, mentre, purtroppo per i lavoratori di Bari, nel frattempo e' venuta meno l'ipotesi di investire nel sito ex OM" ha scritto Ficco sul suo profilo Facebook. Per i 200 lavoratori della OM la situazione si fa sempre più nera.

Sulla vicenda si è espresso anche il Presidente della Commissione bilanco della Camera, Francesco Boccia: "Se le informazioni diffuse oggi dalle organizzazioni sindacali di Palermo sul no della Metec all’investimento sulla ex Om di Bari fossero confermate, saremmo di fronte a una vicenda politica molto grave" ha detto Boccia in una nota.

"Chiedo pertanto al governo di intervenire e chiarire immediatamente i confini di quello che, al momento, appare un vero e proprio caos, assolutamente ingiustificabile e incomprensibile, soprattutto per il valore sociale che questi interventi di politica industriale hanno su territori così in crisi. Auspico che gli interventi della Metec, azienda solida e credibile, possano essere aggiuntivi tra Bari e Termini Imerese e non alternativi" ha proseguito l'Onorevole. 

"In quest’ultimo caso ci sarebbe una reazione politica molto dura perché non possiamo permetterci alcuna guerra tra poveri. Il mezzogiorno ha bisogno di certezze e non di scorciatoie che ci portano indietro ad anni davvero bui, in cui la considerazione che la politica aveva del Sud Italia era veramente minima" conclude Boccia.

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