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Omicidio al quartiere Libertà, confessa un 39enne: il delitto dopo una lite per l'appartamento

L'uomo, connazionale del 27enne ucciso ieri in via Petrelli, è stato condotto in carcere: l'omicidio sarebbe avvenuto dopo un litigio legato a questioni relative all'abitazione occupata dalla vittima

Ucciso dopo un litigio legato all'appartamento che occupava. Sarebbe questo il movente dietro l'omicidio di Santino Xhyra, il 28enne albanese colpito mortalmente ieri pomeriggio  in via Petrelli, al quartiere Libertà con tre proiettili che lo hanno raggiunto al torace e all'addome. Un 39enne connazionale della vittima, Shaban Fejza, sottoposto a fermo indiziato di delitto, ha confessato l'omicidio.

Le indagini degli agenti della Squadra mobile di Bari, guidati dal dott. Filippo Portoghese, attraverso le testimonianze di diverse persone informate sui fatti, hanno consentito di ricostruire quanto accaduto, giungendo all'individuazione del 39enne. Gli agenti, dopo il provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso dall'Autorità giudiziaria, hanno rintracciato l'uomo - fermato mentre rincasava - e lo hanno condotto in Questura, dove poi ha confessato. E' stato lui stesso a far ritrovare alla polizia la pistola utilizzata per il delitto, che aveva nascosto vicino a un cassonetto lungo il percorso fatto per allontanarsi dal luogo dell'omicidio.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia, l'omicidio è avvenuto dopo una lite legata all'appartamento in cui il 28enne viveva con un coinquilino. In particolare, alla luce di questioni relative a bollette e canoni non pagati, il proprietario dell'appartamento sarebbe stato intenzionato a cedere l'abitazione a un altro affittuario, mandando via il 28enne, e per questo avrebbe chiesto l'intervento di suo nipote - il 39enne reo-confesso - a sua volta interessato all'appartamento.

Ieri pomeriggio, l'uomo si era dunque recato sul posto per parlare con il 28enne, ma la discussione sarebbe degenerata. In particolare - secondo quanto riferito dallo stesso 39enne agli investigatori - a far scattare la sua reazione sarebbe stato un pugno ricevuto dalla vittima (secondo altre testimonianze, quel pugno sarebbe stato a sua volta la risposta a uno schiaffo) e un'offesa - rivolta alla mamma del 39enne - che  Xhyra avrebbe pronunciato.

A quel punto, dopo essersi allontanato ed essersi procurato una pistola, il 39enne sarebbe tornato nell'abitazione e, sfondando una porta, avrebbe esploso i tre colpi all'indirizzo della vittima. Il 28enne, soccorso e accompagnato in ospedale da alcuni vicini di casa, è morto poco dopo.

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