Omicidio Leopardi a Valenzano, chiesto ergastolo per il suocero Rocco Lagioia: "Lo uccise e bruciò il corpo"

La richiesta è stata effettuata dalla Procura di Bari nel corso del procedimento in Corte d'Assise. Il delitto risale a ottobre del 2014. Il 17 previste arringhe finali e sentenza

La Procura di Bari ha chiesto l'ergastolo e tre mesi di isolamento diurno per Rocco Lagioia, 69enne a processo dinanzi alla Corte d'Assise cittadina, accusato di omicidio volontario nei confronti del genero, Alessandro Leopardi, il 38enne corniciaio di Valenzano ucciso nell'ottobre del 2014. Il corpo dell'uomo venne ritrovato carbonizzato e ridotto in frammenti alcuni giorni dopo. Lagioia è imputato per omicidio volontario premeditato e occuptamento di cadevere. In base alle indagini dei Carabinieri, coordinate dal pm Manfredi Dini Ciacci, la vittima sarebbe stata uccisa dal suocero il primo ottobre del 2014, a causa di dissidi familiari. Quel giorno, infatti, la moglie di Leopardi denunciò subito la scomparsa.

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Il 17 ottobre previste arringhe e sentenza

Il corpo sarebbe stato bruciato e abbandonato in campagna alcune ore più tardi, per essere poi rinvenuto 4 giorni dopo in una campagna non lontana dalla sua abitazione. Lagioia venne arrestato il 14 novembre 2014. Dopo 3 anni circa di detenzione in carcere, a Lagioia sono stati concessi  gli arresti domiciliari in Calabria perché i giudici hanno ritenuto attenuate le esigenze cautelari, così come chiedevano gli avvocati Salvatore Campanelli e Massimo Roberto Chiusolo, e nonostante il parere sfavorevole dell'accusa. Nel procedimento siu sono costituiti parti civili alcuni familiari di Leopardi, tra cui la moglie e la figlia dell'imputato. Il 17 ottobre sarà il giorno delle arringhe finali e della sentenza.

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