Cronaca

Omicidio Costanzo, la cugina scrive ai giudici: "Che cos'è per voi la crudeltà?"

In una lettera aperta Annamaria Minunno, cugina di Anna Costanzo, critica la decisione dei giudici della Corte d'Appello di dimezzare la pena per l'ex fidanzato della vittima: "Capisco di non vivere in un Paese civile"

"E' stata sorpresa di notte, è stata prima picchiata, poi è stata colpita alla testa con una statuetta, subito dopo strangolata ed infine annegata".  "Io non sono un tecnico, desidererei che voi giudici mi spiegaste come si misura la crudeltà perché Alessandro ha ucciso Anna fisicamente ed ha cercato di farlo anche moralmente mettendo su la messinscena di un'orgia non consumata. Cos'altro doveva fare per risultare crudele? Lo chiedo a me e lo chiedo a voi che rappresentate la giustizia di uno Stato in cui è difficile credere ancora".

Sono parole dure e piene di rabbia quelle di Annamaria Minunno, cugina di Anna Costanzo, la truccatrice di scena  del Petruzzelli uccisa nella sua abitazione di San Girolamo la notte tra il 10 e l'11 luglio 2009. In una lettera aperta, la cugina della vittima critica duramente  i giudici della prima sezione della Corte di assise di Bari che hanno escluso l'aggravante della crudeltà e ridotto, da 30 anni a 16 anni e sei mesi, la reclusione per Alessandro Angelillo, ex fidanzato della vittima, reo confesso dell'omicidio. Nel procedimento contro Angelillo i due fratelli di Anna Costanzo si sono costituiti parte civile, accogliendo con amarezza e indignazione la decisione di ridurre la pena per l'omicida.

"Io capisco soltanto - conclude Annamaria Minunno nella lettera - di non vivere in un Paese civile. Un Paese che non garantisce le donne, un Paese che ha abolito il delitto d'onore, ma che in pratica lo mantiene ancora vivo. Per i familiari della vittima non finisce mai nulla. Angelillo tra buona condotta e permessi vari sarà fuori tra una decina d'anni e avrà tutta la vita davanti. Quella che ha tolto ad Anna".
 

 

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