Cronaca

Omicidio Anna Costanzo, il processo va in Cassazione

Procura e difesa impugnano la sentenza di Appello: la prima, per ottenere l'aggravante della crudeltà; la seconda per chiedere un'ulteriore riduzione della condanna

Il processo per l'omicidio di Anna Costanzo approda in Cassazione. Nei giorni scorsi Procura e difesa hanno entrambe impugnato la sentenza di Appello per l'uccisione della truccatrice del Petruzzelli, assassinata dall'ex fidanzato reo confesso Alessandro Angelillo la notte tra il 10 e l'11 luglio 2009 nella sua casa al quartiere San Girolamo.

LE RICHIESTE DELLA PROCURA - La Procura ha presentato ricorso chiedendo che venga riconosciuta la crudeltà e quindi annullata la sentenza di Appello - che aveva cancellato l'aggravante - per poter rifare il processo di secondo grado e ottenere una condanna più severa. La Procura Generale parla infatti di "illogicità e contradditorietà delle motivazioni" della Corte d'Assise d'Appello che ha escluso l'aggravante dimezzando la pena, concedendo all'imputato un "trattamento sanzionatorio premiale" per aver confessato il delitto, "dichiarandosene profondamente pentito". Dopo essere stata aggredita e strangolata, Anna Costanzo "ancora viva e vitale fu annegata dall'Angelillo". "Egli - è scritto nei motivi di ricorso - ha volutamente, malvagiamente prolungato l'agonia della vittima". "La freddezza e la malvagità dell'imputato - scrive la Procura Generale dopo aver ricostruito le fasi del delitto - rivelano la sua cinica preordinazione a punire ulteriormente la vittima per i suoi rifiuti pregressi".

LE RICHIESTE DELLA DIFESA - La difesa invece ha chiesto il terzo grado di giudizio partendo dal mancato riconoscimento delle attenuanti generiche per un ulteriore sconto di pena. A proposito delle ragioni dell'omicidio, l'avvocato Giancarlo Chiariello, difensore di Angelillo. Un "omicidio maturato sulla base di un impulso occasionale, nel quadro di un contesto psicologico di disfacimento dell'Io razionale, travolto e sopraffatto da pulsioni momentanee", collegato al "sicuro trasporto sentimentale dell'imputato nei confronti della donna". La difesa sottolinea che inoltre che "il pentimento dell'imputato (avvenuto durante l'udienza finale del processo di appello, ndr) costituisce manifestazione di emenda e resipiscenza" e, come tale, "positivamente valutabile".

La sentenza di Appello, con il dimezzamento della pena a carico di Angelillo, aveva provocato grande amarezza e indignazione nei familiari della vittima. In quell'occasione, la cugina di Anna Costanzo scrisse una dura lettera ai giudici, chiedendo conto di come, di fronte ad un omicidio così efferato, avessero potuto decidere di escludere l'aggravante della crudeltà.

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