Catino, l'omicidio dopo una lite familiare. Preso presunto killer di Scaglioso: "Intervenne per aiutare cognata della vittima"

Arrestato dalla Squadra mobile il 32enne Antonio Ripoli. Secondo l'accusa, era intervenuto in aiuto della cognata di Scaglioso, colpita con un bastone dalla moglie di quest'ultimo, dopo un litigio legato a forti dissidi familiari

Un omicidio maturato al termine di una lite scaturita da forti dissidi familiari, la reazione ad un'aggressione sfociata in uno 'scontro' a fuoco in cui ad avere la peggio è stato Antonio Scaglioso, il 43enne ucciso lunedì sera al quartiere Catino.

Arrestato un 32enne

Nel giro di pochi giorni gli agenti della Squadra mobile hanno chiuso il cerchio sull'uccisione dell'uomo, arrestando, in esecuzione di un provvedimento di fermo emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia della locale Procura della Repubblica, il 32enne Antonio Ripoli, detto 'Tonio',  con precedenti di polizia per vari reati, ritenuto il responsabile dell'omicidio. 

Il movente: la lite familiare e l'aggressione alla cognata di Scaglioso

Dietro l'omicidio, secondo quanto emerso dalle indagini, forti dissidi familiari. La sera dell’omicidio, infatti, era scoppiata una lite tra la moglie di Scaglioso, Angela Mari, e sua sorella Pasqua. Era stata quest'ultima ad avere la peggio, colpita dalla sorella alla testa e al volto con una mazza da baseball (e poi rintracciata e soccorsa dopo l'omicidio). In quel frangente - hanno ricostruito gli investigatori - erano intervenuti anche il 32enne Antonio Ripoli, insieme a sua moglie, in difesa della cognata di Scaglioso picchiata. A quel punto - ricostruiscono ancora gli agenti della Mobile - la situazione tra Ripoli e Scaglioso è degenerata, con i due, entrambi armati, che si sono fronteggiati esplodendo numerosi colpi. Ad avere la peggio Antonio Scaglioso, raggiunto da quattro colpi al torace.

Le indagini e il sequestro delle armi

Dopo aver colpito mortalmente il suo antagonista, il 32enne si sarebbe subito allontanato dal luogo a bordo di un’autovettura di piccola cilindrata, successivamente sequestrata dai poliziotti della Squadra Mobile nel corso delle immediate ricerche dell’uomo. Sulla carrozzeria, ben visibili, i segni dei proiettili esplosi dalla vittima. Sequestrata la sera stessa dell’omicidio anche la mazza da baseball, utilizzata da Angela Mari per aggredire la sorella, e la pistola marca Beretta, cal.7.65 mm., risultata rubata, utilizzata da Scaglioso. A margine delle attività odierne relative all’esecuzione del fermo, è stata sequestrata anche una seconda pistola marca Beretta cal. 9 mm., con matricola abrasa, che è ritenuta essere l’arma utilizzata per il delitto. All'identificazione di Ripoli si è giunti anche grazie alle immagini delle telecamere di sicurezza installate nella zona dal Comune di Bari.

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Al termine degli atti di rito, Ripoli è stato condotto in carcere a Bari. E' accusato di omicidio aggravato, detenzione e porto abusivo di arma da fuoco, aggravati dall’utilizzo del metodo mafioso, e di detenzione di arma clandestina.

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