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Omicidio Sciannimanico: due fermi nella notte. Uno è collega della vittima

La svolta dopo un lungo interrogatorio in Questura. I due sarebbero mandante ed esecutore dell'omicidio del giovane agente immobiliare ucciso lo scorso 26 ottobre in un agguato a Japigia

Due persone sono state fermate nella notte per l'omicidio di Beppe Sciannimanico. La svolta è arrivata dopo un lungo interrogatorio, andato avanti per ore in Questura davanti agli agenti della Squadra Mobile e al pm Francesco Bretone.

I fermati sono il presunto mandante del delitto, Roberto Perilli, 47anni, agente immobiliare collega di Sciannimanico, e il presunto sicario, assoldato per uccidere, Luigi di Gioia, 51enne del quartiere Japigia. I due sono accusati di omicidio volontario aggravato.

Ad imprimere un'accelerata all'inchiesta sarebbe stato l'esito dei primi accertamenti tecnici. Nel pomeriggio di ieri la Squadra Mobile, su disposizione del pm che coordina l'inchiesta, Francesco Bretone, ha eseguito perquisizioni domiciliari e nell'auto di uno dei due indagati, una Bmw nera.

Con il passare dei giorni l'ipotesi di un omicidio collegato alla vita professionale della vittima aveva preso sempre più corpo. Il movente del terribile delitto sarebbe da ricercare in un torto, oppoure in un affare sfumato. Di certo, hanno ricostruito gli investigatori, Beppe quel pomeriggio era arrivato sul posto perché aveva un appuntamento di lavoro, con una persona che, fornendo un nome falso, aveva fissato un incontro contattando la sua agenzia.
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