Soffocò nel sonno e uccise la figlia di tre mesi: chiesto rinvio a giudizio per il padre

La Procura ha chiesto il processo per Giuseppe Di Fonzo, accusato del delitto della piccola Emanuela, uccisa nella notte tra il 12 e il 13 febbraio 2016 mentre si trovava nel suo lettino in ospedale

La Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per Giuseppe Di Fonzo, 30enne di Altamura, ritenuto responsabile della morte della sua bambina di tre mesi soffocandola mentre dormiva. Di Fonzo è attualmente detenuto, per il delitto, da novembre del 2016. All'epoca si trovava già in carcere per violenza sessuale nei confronti su una 14enne figlia di amici di famiglia, caso per il quale sara giudicato con rito abbreviato il prossimo 12 ottobre. L'uomo rischia un nuovo processo per omicidio volontario aggravato. In base alle indagini dei Carabinieri coordinate dalla pm Simona Filoni, Di Fonzo avrebbe soffocato la piccola Emanuela la notte tra il 12 e il 13 febbraio 2016 mentre si trovava nel lettino di un ospedale.

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La perizia psichiatrica: "Di Fonzo capace di intendere e di volere"

La bambina era nata ad ottobre 2015 ed era stata ricoverata per 67 giorni a causa di aclune crisi respiratorie provocate, per la Procura, dal genitore, probabilmente affetto da sindrome di Munchhausen per procura, malattia che consiste nel fare del male ad altri per attirare l'attenzione su di sé. Il 30enne era stato sottoposto, nei mesi scorsi, a una perizia psichiatrica nell'ambito di un incidente probatorio che secondo gli inquirenti avrebbe evidenziato "un disturbo della personalità dai tratti istrionico-narcisistici" escludendo, però, "la presenza di disturbi psicotici e disturbi dell’umore di rilevanza clinica". Per gli investigatori l'uomo sarebbe un "bugiardo patologico, immaturo e narcisista" ma capace di intendere e volere.

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