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Ucciso nella faida per il controllo dello spaccio a San Pio: due condanne a vent'anni per l'omicidio del boss Corallo

Condannati Saverio Faccilongo e Vito Antonio Catacchio, rei confessi dell'uccisione di Gianluca Corallo, avvenuta nel 2016: ai due imputati sono state riconosciute le aggravanti mafiosa e della premeditazione

Sono stati condannati alla pena di vent'anni di reclusione Saverio Faccilongo e Vito Antonio Catacchio, rei confessi dell'omicidio di Gianluca Corallo, boss del clan Strisciuglio ucciso nel 2016 a San Pio. La sentenza è stata emessa al termine di un processo con rito abbreviato dal gup del Tribunale di Bari Maria Teresa Romita, che ha riconosciuto le contestate aggravanti mafiosa e della premeditazione.

La faida negli Strisciuglio e l'accordo di Corallo con i Di Cosola

Secondo quanto accertato dai carabinieri, coordinati dai pm della Dda Giuseppe Gatti e Lidia Giorgio, tra la fine del 2015 e i primi mesi del 2016, era in corso una faida interna al clan Strisciuglio per il controllo delle attività illecite, in particolare dello spaccio. All'epoca il referente del clan era Corallo il quale, però, aveva stretto una sorta di alleanza con gli 'esodati' del clan rivale Di Cosola.  Faccilongo avrebbe dunque deciso di punire Corallo, per poi prendere il suo posto. Avrebbe quindi progettato l'omicidio commissionandolo al suo killer di fiducia, Catacchio, che avrebbe raggiunto Corallo per strada una domenica pomeriggio, uccidendolo con un colpo di pistola in pieno volto. 

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