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Omicidio Bruna Bovino, in Appello assolto l'ex amante: ribaltata la sentenza di primo grado

Antonio Colamonico è stato prosciolto dalle accuse "per non aver commesso il fatto". In precedenza era stato condannato a 25 anni, trascorrendone già 4 in prigione

La Corte d'Assise d'Appello di Bari ha assolto Antonio Colamonico dall'accusa di aver ucciso Bruna Bovino, 29enne trovata morta il 12 dicembre 2013 a Mola di Bari, nel centro estetico dove lavorava. L'ex amante della donna, condannato in primo grado a 25 anni, è stato prosciolto dalle accuse "per non aver commesso il fatto". Per lui l'accusa aveva chiesto 28 anni di reclusione. L'uomo, dopo aver trascorso oltre 4 anni in prigione, sarà scarcerato già oggi.

Ribaltata la sentenza di primo grado

In base alle accuse della Procura, Colamonico avrebbe ucciso la 29enne al termine di una violento litigio probabilmente legato al termine della loro relazione, quindi incendiato il corpo dell'estetista. Il delitto, secondo l'accusa, si sarebbe consumato tra le 16.30 e le 17. A smentire l'orario, invece, vi sarebbe stata la testimonianza di un tatuatore che avrebbe incontrato Bovino in un bar alle 18. In base all'analisi delle celle telefoniche, Colamonico si trovava a Polignano. La decisione di assolvere l'uomo è stata presa dopo due ore di Camera di Consiglio. 

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