Omicidio al Cara di Palese, fermati due cittadini afghani

Secondo gli investigatori sarebbero i responsabili dell'uccisione del 26enne curdo avvenuta martedì scorso nel centro di accoglienza durante una rissa

Ci sono stati due fermi quest mattina per l'omicidio del ragazzo curdo di 26 anni avvenuto martedì scorso all'interno del Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Palese. Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Bari hanno arrestato due cittadini di nazionalità afgana per omicidio aggravato e rissa aggravata. Un terzo cittadino afgano, di 26 anni, in un primo momento sfuggito alla cattura, è stato rintracciato all'interno del centro e arrestato in serata.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l'omicidio sarebbe avvenuto al termine di una violenta rissa scoppiata tra due gruppi di nazionalità diverse - curdi da una parte, pachistani e afgani dall'altra - alla quale avrebbero preso parte un centinaio di persone. A provocare il litigio, poi sfociato in rissa con catena e bastoni, sarebbe stato uno sfottò diretto a un gruppo di afgani, intenti a giocare a cricket alle 3 di notte. Dall'autopsia sul corpo del 26enne, eseguita dal dottor Biagio Solarino, è emerso che a ucciderlo è stata un'unica coltellata al cuore. Nel corso della rissa rimasero feriti anche tre cittadini di nazionalità curda.

Nel Cara di Bari convivono cittadini di 40 etnie differenti e il centro è popolato da un migliaio di persone a fronte di una capienza di 700. L'ultima rissa all'interno della struttura risale al 18 maggio scorso, quando tre richiedenti asilo di nazionalità afghana, pakistana e irakena, sono rimasti feriti durante un violento litigio. La stessa struttura dove, il primo agosto 2011, in circa 300, istigati da tre ospiti del Cara, parteciparono ad una rivolta, trasformata in vera e propria guerriglia, con l'obiettivo di accelerare le pratiche per i permessi di soggiorno e il riconoscimento dello status di rifugiati. Con sassi, spranghe di ferro, bastoni, zappe, rastrelli e bottiglie di vetro, danneggiarono la struttura del Cara, auto e mezzi sulla vicina strada ferrata e sulla Statale 16, bloccando il traffico ferroviario e la circolazione stradale per ore e causando anche il ferimento di un centinaio di agenti dello forze dell'ordine intervenuti per contenere la rivolta. Per quei disordini, il 27 febbraio scorso, 14 migranti sono stati condannati a pene comprese tra 3 anni e 10 mesi e 2 anni di reclusione per i reati, a vario titolo, di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali, blocco ferroviario, interruzione di pubblico servizio, danneggiamenti, incendi e violenza privata.

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