Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca San Pasquale / Via dei Mille

Omicidio Caracciolese a San Pasquale, allarme per il ritorno della guerra tra clan

Giacomo Caracciolese, 32 anni, era considerato il boss del quartiere, dove gli affari illeciti sono da sempre contesi tra il clan della vittima e i Diomede. Emiliano: "La mala barese più spietata e feroce che mai"

A Bari si torna a sparare. In pieno giorno, per strada, in mezzo alla gente. Come nell'estate 2012, quando una lunga scia di agguati insaguinò la città. Come è successo ancora ieri mattina in via dei Mille, al quartiere San Pasquale, a pochi passi dal mercato rionale. A cadere sotto i colpi dei sicari - probabilmente due, dicono gli investigatori, giunti a bordo di una moto e con i volti coperti da caschi integrali - il boss del quartiere: Giacomo Caracciolese, 32 anni, sorvegliato speciale, ritenuto dagli inquirenti una delle figure di spicco della mala barese.

GUERRA TRA CLAN - In un quartiere in cui il controllo delle attività criminali è da sempre conteso tra due clan rivali - i Caracciolese, appunto, e i Diomede - per gli inquirenti l'omicidio di ieri potrebbe segnare l'inizio di una nuova faida tra gruppi criminali. Caracciolese potrebbe essere stato ucciso per un regolamento di conti, per una vendetta legata a qualche vecchio sgarro. Di certo la vittima aveva alle spalle un lungo 'curriculum' criminale. Era il principale sospettato dell'omicidio di Alessandro Marzio, un ragazzo di 21 anni ritenuto vicino al clan Diomede e freddato nel 2011 con 10 colpi di pistola sempre a San Pasquale. Per gli investigatori, potrebbe aver avuto un ruolo anche nell'omicidio di Cesare Diomede, il figlio del boss di Carrassi ucciso il 28 agosto del 2011 in via Borrelli. La Corte di Assise di Bari lo ha assolto invece dall'accusa dell'omicidio di Orazio Porro, il 53enne ucciso il 25 marzo 2009, con un colpo alla testa, tra le bancarelle del mercato di via Nizza, sempre nel rione San Pasquale e pochi passi dal luogo in cui lo stesso Caracciolese è stato ucciso.

L'ALLARME DI EMILIANO - L'omicidio di Giacomo Caracciolese, dunque, potrebbe essere la spia di una nuova lotta tra clan rivali per il controllo del territorio e dare inizio ad una nuova scia di sangue. In questo senso, un allarme ben preciso è stato lanciato ieri dal sindaco Michele Emiliano, che ha annunciato che chiederà un incontro urgente al Ministero Cancellieri. “L’omicidio di Giacomo Caracciolese, che appare collegato al traffico di sostanze stupefacenti nel quartiere San Pasquale ed è probabilmente connesso con precedenti fatti di sangue avvenuti nello stesso quartiere, conferma le preoccupazioni che ho più volte manifestato negli ultimi anni in ordine al riaccendersi del sistema della criminalità organizzata barese, che torna sulla scena più moderna, feroce e spietata che mai. Il consumo di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina, si mantiene elevato nonostante la profonda crisi economica, e le numerose scarcerazioni degli esponenti delle principali famiglie della camorra barese determinano un quadro che deve trovare una risposta forte e inequivocabile da parte di tutte le istituzioni". Poi il sindaco ha lanciato un appello ricolto a cittadini, partiti e forze dell'ordine affinchè la città sia unita nella lotta alla criminalità: "Bari - ha detto Emiliano - non può tornare indietro agli anni Novanta".

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