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L'androne del palazzo dove avvenne il delitto Foto Ansa

L'androne del palazzo dove avvenne il delitto Foto Ansa

Omicidio De Bello a Madonnella, compagno condannato a 22 anni di carcere. I giudici: "Un amore malato"

E' uno dei passaggi della motivazione della sentenza con cui, a novembre scorso, la Corte d'Assise di Bari ha condannato Marco Basile per aver ucciso e occultato il cadavere della donna

"E' un amore evidentemente malato, secondo un cliché tristemente noto nei casi di femminicidio, e in quanto tale, al segnale di un probabile abbandono, letto con gli occhi e la mente appannati dalla cocaina e dall’alcool, la cui assunzione evidentemente accompagna l’esistenza dei protagonisti della vicenda, perché incolmabile è il loro vuoto interiore, Marco Basile reagisce nell’unico modo che sembra mettere fine al dolore che prova, l’eliminazione fisica della fonte di tale dolore, perché l’annullamento è senz'altro preferibile alla perdita": è uno dei passaggi della motivazione della sentenza con cui, a novembre scorso, la Corte d'Assise di Bari ha condannato Marco Basile a 22 anni di reclusione per aver ucciso e occultato il cadavere di Donata De Bello, ex compagna trucidata il 13 luglio 2017 in un'abitazione del quartiere Madonnella di Bari.

Il cadavere della donna fu ritrovato in un armadio della camera da letto dell'appartamento che condividevano, avvolto in un cellophane e in un tappeto legato con corde. 

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