Domenica, 20 Giugno 2021
Cronaca

Omicidio Diomede, identificati due uomini del gruppo di fuoco del boss

I due giovani, di 24 e 19 anni, già in carcere per altri reati, si sarebbero trovatoi insieme al boss Cesare Diomede la sera del suo omicidio, avvenuto lo scorso 28 agosto. I due avrebbero preso parte ad uno scontro a fuoco alcuni scissionisti del clan, durante il quale Diomede sarebbe poi rimasto ucciso

Si aggiunge un nuovo importante tassello alle indagini sull'omicidio del boss di Carrassi Cesare Diomede, avvenuto il 28 agosto 2011. Gli investigatori, infatti, sono riusciti ad identificare due dei pregiudicati che quella sera erano con Diomede, il quale rimase ucciso in uno scontro a fuoco con gli scissionisti del clan, intenzionati di emanciparsi dal potere di Cesare Diomede per gestire da soli le attività criminali nel quartiere Carrassi.

GLI AFFILIATI IDENTIFICATI - Ad essere raggiunti dai provvedimenti restrittivi il 24enne Lorenso Siciliani e il 19enne Danilo Campanale, già in carcere per altri reati. Per i due le accuse sono a vario titolo di detenzione e porto illegale di arma da fuoco e di favoreggiamento personale al fine di agevolare l’attività criminosa del clan Diomede.

L'OMICIDIO DIOMEDE - Il 28 agosto 2011 il boss 39enne Cesare Diomede, figlio dello storico boss del quartiere Carrassi Biagio, morì crivellato da almeno 20 colpi di pistola nel dedalo di stradine nei pressi di via Buccari. Secondo gli inquirenti il 28 agosto Diomede, Marzio (poi ucciso la sera del 30 ottobre), Siciliani e Campanale avevano deciso di sferrare un attacco agli scissionisti che avevano deciso di mettersi in proprio nei quartieri Carrassi, Picone e San Pasquale con lo scopo di gestire direttamente il racket delle estorsioni ai commercianti della zona. Un affronto che il clan Diomede aveva deciso di punire dando una lezione mortale ai rivali, ma nella sparatoria a rimetterci la vita fu, invece, proprio Cesare Diomede. Una ricostruzione alla quale gli investigatori sono giunti anche attraverso l'analisi delle immagini registrate dagli impianti di video-sorveglianza installati da alcuni commercianti della zona dove è avvenuta la sparatoria.

L'OMICIDIO MARZIO - Nel gruppo di fuoco del clan Diomede, anche il giovanissimo Alessandro Marzio, 21enne, considerato il pupillo del boss. E proprio Marzio sarà colpito dagli scissionisti a pochi mesi di distanza dalla morte di Cesare Diomede: i sicari lo freddano a colpi di pistola la sera del 30 ottobre, a pochi passi dalla sua abitazione. A pochi giorni dall’omicidio di Marzio, il 15 novembre scorso, il Campanale fu bloccato mentre girava per il quartiere a bordo di una moto di grossa cilindrata con una pistola 7.65 completa di serbatoio con otto colpi di cui uno in canna. Un segno evidente che i due sopravvisuti del gruppo di fuoco di Diomede stessero preparando una vendetta per gli omicidi subiti.

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