Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Dottoressa uccisa, l'assassino: "Non me ne sono reso conto". Scoppia la polemica sulla sicurezza

La frase pronunciata al momento dell'arresto, ma davanti al pm il 44enne si è avvalso della facoltà di non rispondere. Questa mattina vertice in Prefettura per discutere della questione della sicurezza nei presidi sanitari, ma i medici attaccano: "I nostri allarmi inascoltati"

Non ha risposto alle domande del pm Baldo Pisani. Nell'interrogatorio avvenuto ieri sera in Procura, Vincenzo Poliseno, il 44enne fermato per l'omicidio della psichiatra Paola Labriola, si è trincerato dietro il silenzio. Gli agenti delle volanti lo hanno arrestato subito dopo il fatto, mentre ancora si trovava nel centro di igiene mentale di via Tenente Casale, al quartiere Libertà, dove ieri mattina, intorno alle 9.30, si è consumata alla tragedia. Ed è stato proprio davanti agli agenti della Questura che Poliseno avrebbe pronunciato le sue uniche, poche parole: "Non me ne sono reso conto".

IL KILLER - Nel SIM in cui lavorava la dottoressa Labriola, Vincenzo Poliseno ci era stato altre volte. L'ultima visita l'aveva fatta a maggio. L'uomo era in cura per problemi legati alle dipendenze da droga e alcol. In passato aveva anche avuto problemi con la giustizia, per piccoli reati connessi con lo spaccio di droga e furti. Aveva trascorso qualche mese agli arresti domiciliari, poi era tornato in libertà. Chi lo conosce parla di una persona apparentemente tranquilla, nonostante il suo passato e i suoi problemi. Poliseno non aveva un lavoro stabile, e spesso si rivolgeva ai servizi sociali della circoscrizione Libertà, quella del suo quartiere, per chiedere aiuti economici. Proprio come ieri mattina, quando si è presentato ancora una volta in circoscrizione, e poi al Centro di igiene mentale, dove si è messo in attesa per essere ricevuto dalla dottoressa Labriola e dove, in pochi minuti, si è scatenata la sua furia omicida.

LA POLEMICA SULLA SICUREZZA - Mentre Poliseno resta in carcere in attesa dell' udienza di convalida dell'arresto, che sarà fissata entro due giorni, fuori esplode la polemica sulla sicurezza nei presidi sanitari. Gli operatori del centro di via Tenente Casale avevano chiesto nei mesi scorsi la presenza di una guardia giurata, per porre un argine ai ripetuti episodi di aggressione. Ma la richiesta era stata respinta, pare, per mancanza di risorse. La stessa dottoressa Labriola, denunciano il segretario della Cgil Puglia, Antonella Morga, ed il segretario generale regionale della Fp-Cgil, Biagio D'Alberto, da tempo era ''in preda allo sconforto minacciava e meditava il trasferimento''. ''Testimoniava da tempo preoccupazione ed esasperazione - aggiungono - per l'organizzazione del servizio, minato nelle risorse e nel personale, privo di guardiania. Minacciava il trasferimento in una altra struttura più tranquilla e non di frontiera''. Alle denunce della Cgil fanno eco quelle delle diverse associazioni di medici e infermieri, che puntano il dito contro le autorità competenti accusate di non aver dato ascolto ai ripetuti allarmi sulla necessità di garantire più sicurezza a chi opera dei presidi sanitari. L'assessore Gentile ha convocato per questa mattina una riunione con i direttori generali delle Asl, assicurando che sul tema saranno presi provvedimenti nonostante le esigue risorse disponibili. I pronto soccorso dei maggiori ospedali e soprattutto i Sert, i servizi per le tossicodipendenze, sono già presidiati da ''personale specializzato di vigilanza - ha detto Elena Gentile - ed ora l'obiettivo, pur tenendo presente le ristrettezze di bilancio, è di presidiare allo stesso modo i servizi a rischio come i Centri di Salute mentale, in modo da non lasciare solo e senza filtri dall'esterno, il personale sanitario che svolge il lavoro di frontiera''. Di sicurezza nei presidi sanitari si parlerà anche nel corso della riunione del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica convocata per le 11 in Prefettura. Intanto il sindaco Emiliano ha proclamato il lutto cittadino nel giorno dei funerali di Paola Labriola e ha dato disposizioni al comandante dei Vigili Urbani, Stefano Donati, che vengano presidiati da oggi e fino a nuove decisioni sia il Centro di Salute Mentale di via Tenente Casale, sia quello di via Sassari al quartiere San Paolo.

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