Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca Japigia / Via Salvatore Quasimodo

Omicidio Filippo Marzocca a Japigia, si indaga sull'agguato

La vittima, 39 anni, aveva precedenti penali per droga e secondo i carabinieri gestiva lo spaccio nel quartiere di Torre a Mare, dove risiedeva. E' stato freddato mentre era in bicicletta, da due killer giunti a bordo di uno scooter

Freddato a colpi di pistola mentre si trovava in bicicletta, davanti ad un supermercato in via Gentile, al quartiere Japigia. Un omicidio, quello di Filippo Marzocca, 39 anni, precedenti penali per droga, avvenuto in pieno giorno, intorno alle 12, per mano di due sicari che lo hanno avvicinato a bordo di uno scooter, esplodendo almeno quattro colpi di pistola, che lo hanno raggiunto al torace e all'addome.

LA VITTIMA E IL MOVENTE - Marzocca era stato scarcerato da pochi mesi. Secondo i carabinieri, si occupava dello spaccio di droga su Torre a Mare, quartiere in cui risiedeva e dove aveva una falegnameria, ed era stato arrestato nel 2006 in un blitz sul traffico internazionale di droga tra Spagna, Italia e Marocco. Per quanto riguarda il movente dell'agguato, gli inquirenti non escludono nessuna pista: potrebbe essersi trattato di un regolamento di conti nell'ambito dello spaccio, o di un semplice avvertimento che si è invece trasformato in omicidio. L'agguato mortale, del resto, è avvenuto in un quartiere considerato la 'roccaforte' del clan Parisi, e che fino a questo momento non era stato interessato dagli episodi di sangue avvenuti in città.

LA LUNGA SCIA DI SANGUE - L'omicidio di Marzocca è il quarto nel giro di pochi mesi: a luglio quello di Francesco Grimaldi, ritenuto vicino al clan Abbaticchio. Poi, a Madonnella, l'omicidio di Massimiliano Villani, ucciso nel suo appartamento mentre dormiva. Infine, l'esecuzione di Gaetano Petrone a inizio settembre a San Girolamo. Omicidi ai quali si aggiungono il ferimento del 'vecchio' boss Giuseppe Mercante al Libertà, e quello del 're dei parcheggi' Felice Campanale a San Girolamo.

LA NUOVA GUERRA TRA CLAN E L'ATTACCO AI VECCHI BOSS - L'escalation di episodi criminali è per gli inquirenti il segnale evidente di una nuova faida tra clan. In particolare, a sparare sarebbero le giovani leve, che stanno attaccando i vecchi boss nel tentativo di conquistare il controllo delle attività criminali sul territorio. Ma a preoccupare gli inquirenti non è solo il ridisegnarsi degli equilibri della criminalità locale. A mettere in allarme sono soprattutto le modalità degli agguati, compiuti da "giovani incoscienti" - come detto dal procuratore Pasquale Drago - spesso in pieno giorno e in luoghi affollati.

LE PAROLE DI EMILIANO - Nei giorni scorsi sull'allarme criminalità a Bari è intervenuto anche il sindaco Michele Emiliano, con dichiarazioni che hanno scatenato grandi polemiche, soprattutto da parte dell'opposizione.  "Con me - aveva detto Emiliano in televisione, riferendosi ai clan - non hanno potuto negoziare nulla, solo il numero di cella. Viceversa, temo che qualcuno stia cominciando a ragionare in maniera impropria con questi, senza rendersi conto che quando si accetta l'interlocuzione con i clan mafiosi (e parlo della politica) si cade in un errore catastrofico". Parole alle quale il Pdl ha risposto presentando un esposto-denuncia contro il sindaco in Procura. Oggi inoltre i parlamentari del Pdl Luigi d'Ambrosio Lettieri, Salvatore Distaso, Francesco Paolo Sisto e Simeone Di Cagno Abbrescia hanno chiesto la convocazione immediata Comitato nazionale per la sicurezza.

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