Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Strangolata e abbandonata in campagna. L'amante confessa: "L'ho uccisa per gelosia"

Francesca Milano, 42 anni, era scomparsa da Gioia del Colle la sera di Santo Stefano. A far ritrovare il corpo sarebbe stato proprio l'uomo, Nunzio Proscia, 40 anni: interrogato nella notte dai carabinieri, avrebbe ammesso l'omicidio

Nella foto in basso: il profilo Facebook creato dalla donna

Uccisa, strangolata, dall'uomo con il quale aveva una relazione, che dopo l'omicidio ha tentato di disfarsi del suo corpo, abbandonandolo in campagna. Francesca Milano, 42 anni, di Gioia del Colle, separata e madre di due figlie, era scomparsa dal suo paese la sera di Santo Stefano.

I carabinieri del Reparto Operativo di Bari e della Compagnia di Gioia del Colle avevano immediatamente avviato indagini, arrivando a Nunzio Proscia, 40 anni, attuale compagno della donna. Interrogato nella notte dal pm di turno della Procura di Bari, Francesco Bretone, l'uomo sarebbe alla fine crollato, ammettendo l'omicidio e permettendo agli investigatori di ritrovare il corpo della donna, abbandonato in contrada 'Tafuri', nel territorio di Castellaneta, ad una ventina di chilometri da Gioia del Colle.

IL MOVENTE - Secondo quanto ricostruito dagli investigatori sulla base del racconto dell'uomo, a scatenare la follia omicida sarebbe stata la gelosia. La relazione tra i due durava da qualche tempo, e Proscia voleva ufficializzarla, mentre la donna si rifiutava, e anzi aveva cercato di allontanarsi da lui. Di recente Francesca oscar-2Milano aveva anche aperto un profilo Facebook sotto un altro nome. Lui l'aveva scoperto, ed era andato su tutte le furie, cercando di seguire i suoi movimenti creando a sua volta un falso profilo.

L'OMICIDIO E L'OCCULTAMENTO DEL CORPO - La sera di Santo Stefano Proscia ha aspettato che la compagna uscisse da una sala bingo a Putignano, dove era andata a giocare con degli amici. L'ha quindi costretta a salire a bordo della sua stessa auto, una Y10, e qui, dopo una discussione, l'ha strangolata. L'uomo ha poi caricato il cadavere nel suo automezzo, un Fiat Doblò, e l'ha portato nelle campagne di Castellaneta, dove l'ha abbandonato e dove è stato ritrovato dagli investigatori.

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