Cronaca

Omicidio Marchitelli, la famiglia chiede risarcimento danni

Per la prima volta in Puglia, i familiari di una vittima innocente di mafia - il 15enne di Carbonara, ucciso per errore in una sparatoria tra clan otto anni fa - si rivolge al Tribunale civile per chiedere il riconoscimento dei danni subiti

Era la sera del 2 ottobre 2003 quando Gaetano Marchitelli rimase ucciso per errore in una sparatoria tra clan rivali avvenuta al quartiere Carbonara. Gaetano aveva 15 anni, andava a scuola, e la sera lavorava come garzone in una pizzeria, la stessa davanti alla quale, quella tragica sera, venne ferito mortalmente da un proiettile vagante.

Sono passati quasi nove anni da quella tragedia che sconvolse l'intera comunità di Carbonara, ma in questi giorni la famiglia di Gaetano ha deciso di rivolgersi al Tribunale civile per chiedere che le venga riconosciuto un risarcimento di un milione e mezzo di euro per i danni subiti con la morte del loro congiunto.

Almeno in Puglia, si tratta del primo caso in cui la famiglia di una vittima innocente di mafia intraprende un'iniziativa simile. Anche la famiglia di Michele Fazio, l'altro ragazzino rimasto ucciso per errore in una sparatoria tra clan qualche anno prima, aveva ottenuto un risarcimento danni, ma in quel caso era stato lo stesso giudice penale a disporlo. In altre regioni, invece, è già accaduto che i familiari di vittime innocenti di mafia si siano viste riconoscere il diritto ad un risarcimento danni dal tribunale civile.

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