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I rilievi dei carabinieri sul luogo dell'omicidio

I rilievi dei carabinieri sul luogo dell'omicidio

Omicidio Spera a Giovinazzo, presi i presunti killer: "Regolamento di conti per il controllo della pesca"

Tra le cinque persone identificate dai carabinieri anche un minorenne: Gaetano Spera, 22 anni, venne freddato a colpi di pistola nei pressi della villa comunale lo scorso 25 marzo

Avevano deciso di conquistare il controllo delle attività di pesca nel porto di Giovinazzo e lungo il litorale di Santo Spirito, minacciando i pescatori affinché nessun altro pescasse e rivendesse prodotti ittici nella stessa zona. E per questa ragione avrebbero deciso anche di eliminare colui che invece si opponeva a questo tentativo. Sarebbe questo, secondo gli investigatori, il movente dietro l'omicidio di Gaetano Spera, il 22enne di Giovinazzo freddato a colpi di pistola la sera del 25 marzo scorso nei pressi della villa comunale. Ad uccidere Spera - precedenti per spaccio, proveniente da una famiglia di pescatori e a sua volta pescatore "occasionale" - sarebbe stato un commando composto da cinque giovanissimi, tra i quali anche un minorenne. 

Dopo mesi di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, i carabinieri della Compagnia di Molfetta hanno identificato e arrestato i presunti componenti del gruppo di fuoco: si tratta Vito Arciuli, 19 anni, considerato dagli investigatori a capo del commando, Ignazio Chimenti, 26 anni, Luca Lafronza, 23 anni e Pio Mauro Sparno, 32 anni (questi ultimi tre incensurati). Un quinto ragazzo, un 16enne già noto alle forze dell'ordine, parente di Arciuli, è stato sottoposto al fermo di polizia giudiziaria. I cinque sono ritenuti responsabili – in concorso – di omicidio e detenzione e porto illegale di arma da fuoco, mentre Arciuli risponde anche dell'aggravante della modalità mafiosa.

La sera del 25 marzo scorso Spera si trovava nei pressi della villa comunale di Giovinazzo con il suo scooter. Qui - secondo la ricostruzione degli investigatori - sarebbe stato raggiunto dal gruppo, arrivato a bordo di un'auto. Mentre Spera cercava inutilmente di far ripartire il motorino, Arciuli sarebbe sceso dall'auto, esplodendo sei colpi contro la vittima. A quel punto sarebbe entrato in azione il minorenne, che giunto a bordo di uno scooter dalla direzione opposta, avrebbe chiuso la via di fuga a Spera, esplodendogli contro due colpi, mortali.

Dalle indagini sull'omicidio sarebbe dunque emerso il tentativo del 'gruppo' Arciuli, originario di San Girolamo e trasferitosi a Giovinazzo, di assoggettare al loro controllo i pescatori del luogo. Si inserirebbe in questo contesto anche un altro episodio, emerso nel corso dell'attività investigativa, e relativo al tentato omicidio di un 35enne, avvenuto a settembre 2014 nei pressi del porto di Giovinazzo. Un agguato mortale fallito solo per un caso: dopo il primo colpo l'arma si inceppò, e l'uomo riuscì a scappare. La vittima, tuttavia, non ha mai denunciato. Un atteggiamento comune, secondo gli investigatori: "Diverse vittime non hanno denunciato - spiega il capitano Vito Ingrosso, comandante della Compagnia di Molfetta - e solo grazie all'attività investigativa condotta siamo riusciti a risalire ad altri episodi di assoggettamento".

*Ultimo aggiornamento ore 21.00

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