Giovane albanese ucciso al Libertà: fermato il presunto assassino

Si tratta di Francesco Caldarola, 22 anni. Ricercato dalla polizia, il giovane si è costituito questa mattina. E' accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi

E' stato arrestato questa mattina dal personale della Squadra Mobile della Questura di Bari Francesco Caldarola, 22 anni, ritenuto dagli investigatori il responsabile dell’omicidio - aggravato dai futili motivi - del 25enne albanese Flori Mesuti, avvenuto venerdì sera al quartiere Libertà. Caldarola, ricercato dalla polizia dallo scorso 30 agosto, quando la Procura aveva emesso un provvedimento di fermo a suo carico, questa mattina si è presentato in Questura, dove gli agenti gli hanno notificato il decreto emesso dal pm Baldo Pisani.

Francesco Caldarola è figlio di Lorenzo, ritenuto il referente del clan Strisciuglio al quartiere Liberta' di Bari, genero del boss Giuseppe Mercante e fratello maggiore del ragazzino di 15 anni che avrebbe ricevuto lo schiaffo, punito con il sangue.

Secondo la ricostruzione fatta dalla Procura, attraverso testimonianze e prove fotografiche, la sera del 29 agosto Mesuti fu colpito da alcuni colpi d'arma da fuoco, dopo essere stato avvicinato e inseguito per alcuni metri. Mesuti, che si trovava in compagnia di un'amica nei pressi di un bar nella zona della chiesa del Redentore, si accasciò in via Crisanzio, nei pressi del mercato dell'ex Manifattura.

A fare fuoco, secondo gli investigatori, fu Caldarola. Il movente dell'omicidio, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe da ricercare in un litigio avvenuto ìn precedenza tra un gruppo di ragazzini albanesi, amici di Mesuti, e il fratello di Caldarola, che sarebbe così intervenuto per 'punire' lo schiaffo che Mesuti avrebbe dato al fratello. In particolare, qualche giorno prima, il 15enne avrebbe litigato con un gruppo di ragazzini albanesi, picchiando uno di questi, e poi anche la madre, intervenuta per difendere il figlio. Il 29 agosto ci sarebbe stato un nuovo litigio, e il ragazzino albanese sarebbe stato nuovamente picchiato. A quel punto Mesuti, che si trovava in compagnia della madre del ragazzo picchiato, sarebbe intervenuto rimproverando il 15enne e forse, l'avrebbe schiaffeggiato.

In mattinata Caldarola è stato interrogato dal sostituto Procuratore, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere. Subito dopo l’ interrogatorio il fermato è stato trasferito nel carcere di Bari.

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