Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Omicidio Labriola, "L'assassino era capace di comprendere il suo gesto"

Lo scrive il gip nell'ordinanza di custodia cautelare a carico di Vincenzo Poliseno, il 44enne accusato dell'omicidio della psichiatra Paola Labriola

Vincenzo Poliseno è un "soggetto indenne nella comprensione del significato del suo atto e delle conseguenze dello stesso". Lo scrive il gip di Bari Giulia Romanazzi nell'ordinanza di custodia cautelare a carico del 44enne accusato dell'omicidio volontario della psichiatra Paola Labriola.

Dalla ricostruzione dei fatti, riportata nel provvedimento, emerge che quella mattina l'uomo aveva un appuntamento con la dottoressa e vi si è recato già armato, "evenienza - scrive il gip - che induce a ritenerlo portatore di una situazione psicologica non caratterizzata da impulso emotivo incontenibile". Sempre secondo il giudice il suo comportamento in attesa della visita, "non presentava alcun fattore che lasciasse ipotizzare un assetto psichico incontrollabile e ingestibile, ovvero caratterizzato da un'alterazione del sentimento di realtà". Sulle modalità di esecuzione del delitto, il giudice sottolinea che "le fasi di progressione dell'azione omicidiaria non hanno conosciuto momenti di cedimento, neppure in seguito ai tentativi di difesa della vittima, alle urla della stessa e all'avvento di terze persone". Questo, secondo il gip, "indurrebbe a ipotizzare una sorta di indennità delle aree funzionali della psiche dell'indagato, e dunque di integrità delle funzioni organizzative, decisionali ed esecutive".

OMICIDIO NON PER SOLDI - Il gip inoltre esclude che l'omicidio  possa essere avvenuto per questioni legate ad una richiesta di denaro. Perquisito dagli agenti di Polizia dopo aver commesso il delitto, infatti, Poliseno è stato trovato in possesso di circa 1.270 euro. Una somma di denaro ''da valutarsi cospicua - scrive il giudice nell'ordinanza d'arresto - tenuto conto della condizione di lavoratore saltuario. Evenienza - prosegue il gip Giulia Romanazzi - che rende il movente non necessariamente identificabile con una richiesta di denaro e conseguente rifiuto''.

LA RICOSTRUZIONE DEL DELITTO - "Non vi avvicinate'', avrebbe detto in dialetto barese Vincenzo Poliseno agli agenti di Polizia intervenuti nel Centro di Salute Mentale di Bari, dove l'uomo aveva appena ucciso, colpendola con più di 50 coltellate, la psichiatra Paola Labriola. La ricostruzione del delitto, riportata nell'ordinanza d'arresto, parte dal racconto di quello che è accaduto, sulla base soprattutto delle testimonianze di medici e infermieri presenti nella struttura. Poliseno era arrivato nel Centro di salute mentale (Csm) intorno alle 9 per un appuntamento con la dottoressa Labriola. ''Aspettava da solo'', ha raccontato una testimone, ''visibilmente tranquillo, senza che mostrasse alcun segno di scompenso o alterazione che potesse ingenerare in me - ha riferito la donna agli investigatori - alcun segno di stati d'ansia''. La dottoressa Labriola si sarebbe anche ''affacciata verso la sala d'attesa - ha raccontato ancora la testimone - per scusarsi con l'uomo a cui assicurava che lo avrebbe immediatamente raggiunto''. Presto quindi lo ha fatto accomodare nel suo studio, e dopo qualche minuto le urla della psichiatra, la sua figura che ''iniziava a piegarsi su se stessa e l'uomo che non accennava a fermarsi'', ha raccontato un'altra testimone. Qualcuno ha pure anche tentato di bloccarlo, ''ma l'uomo mi ha mostrato il coltello - ha detto ancora un'infermiera - mimandomi il gesto di accoltellare anche me se fossi intervenuta in aiuto della dottoressa Labriola''. Finalmente l'assassino è stato fermato da un uomo, un infermiere professionale, mentre era ancora ''a cavalcioni sul corpo della dottoressa'', mentre ''brandiva un coltello con la mano sinistra e sferrava colpi''. Dopo aver ucciso la psichiatra, Poliseno si è ''accovacciato'' sul pavimento dell'infermeria dove un'altra infermiera ha tentato di somministrargli un calmante. ''Non ti permettere di farmi la siringa'', avrebbe detto lui ''con tono minaccioso e con occhi attenti'', ''evenienza indicativa del fatto che - scrive il giudice nell'ordinanza - nello svolgimento complessivo degli accadimenti, l'autore ha conservato difese ben strutturate''. Poi l'arrivo dei poliziotti, e quel ''non vi avvicinate'' prima di essere bloccato.

(Ansa)

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