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Duplice omicidio ad Altamura, arrestato 34enne: "Era nel gruppo di fuoco del clan Nuzzi"

In carcere il 34enne Cesare Michele Oreste, ritenuto uno dei responsabili dell'uccisione, nel 2010, di Rocco Lagonigro e Vincenzo Ciccimarra. Per gli investigatori l'omicidio fu parte della 'strategia' del clan per conquistare il controllo del territorio

Avrebbe fatto parte del gruppo di fuoco che la mattina del 27 marzo 2010, ad Altamura, ferì mortalmente Vincenzo Ciccimarra e Rocco Lagonigro, quest'ultimo ritenuto vicino al clan Palermiti di Bari e attivo nell’attività di spaccio degli stupefacenti nella cittadina murgiana.

Con questa accusa, i carabinieri hanno eseguito ieri un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del 34enne Cesare Michele Oreste, accusato di omicidio volontario e detenzione e porto dell'arma utilizzata per l’omicidio, con l'aggravante di mafia. Oreste è stato fermato dai carabinieri nell’aeroporto ‘Karol Wojtyla’ di Bari, mentre sbarcava al rientro da un periodo di vacanza nella località turistica di Sharm El Sheikh.

VIDEO: Blitz contro il clan Nuzzi: il sequestro di armi e droga

L'operazione 'Kairos': la guerra del clan Nuzzi per la conquista del territorio

Il provvedimento restrittivo è stato adottato a seguito di successivi e mirati accertamenti scaturiti nell’ambito dell'indagine - operazione "Kairos" - conclusa nella primavera del 2016 dal Nucleo Investigativo di Bari, che a gennaio aveva già portato a gennaio all’esecuzione di 18 ordinanze di custodia cautelare (16 delle quali in carcere e 2 in regime domiciliare) nei confronti di altrettanti soggetti, tra i quali figurano gli elementi apicali, diversi affiliati e alcuni fiancheggiatori del clan Nuzzi operante ad Altamura, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso armata, omicidio consumato e tentato, estorsione, detenzione e porto illegale di armi ed esplosivi, nonché di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. L’indagine aveva fatto luce, oltre che sul duplice omicidio Lagonigro-Ciccimarra  (di cui rispondono già il presunto capoclan Pietro Antonio Nuzzi quale mandante, Angelantonio Nuzzi – con compiti di vedetta, Stefano Gallo e Giuseppe Carlucci, quali esecutori materiali), anche su altri gravi fatti di sangue, tra cui un altro omicidio e due tentati omicidi, che secondo gli investigatori sarebbero stati organizzati dal clan Nuzzi ai danni di vari pregiudicati altamurani di spessore, per realizzare la conquista degli affari illeciti sul territorio altamurano. Tali elementi - che nel gennaio 2017 il GIP non aveva ritenuto sufficienti ad integrare la sussistenza della gravità indiziaria nei confronti di Oreste, ritenuto tra gli esecutori materiali del duplice delitto, sono stati poi supportati dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia e da obiettivi riscontri che hanno consentito di accertare la sua partecipazione al gruppo di fuoco che ha commesso il duplice omicidio.

L'indagine: il potere del clan e i sequestri

L'attività investigativa svolta nell'ambito dell'operazione 'Kairos', spiegano gli investigatori, ha "documentato una abbondante serie di elementi che dimostrano la nascita ed il perdurante operare dell’organizzazione criminale facente capo a Nuzzi Pietro Antonio, detto 'U leng', 34enne di Altamura; il sodalizio si è dimostrato attivo con carattere di stabilità nel territorio di Altamura, con la commissione di una serie indefinita di attività delittuose, tra cui il traffico di stupefacenti, i reati contro il patrimonio (estorsioni e furti), contro la persona (omicidi e tentati omicidi), in materia di armi". L'indagine ha inoltre portato al sequestro di droga (circa 50 chili tra cocaina, hashish e marijuana), ordigni rudimentali da utilizzare per atti intimidatori, numerose armi, anche da guerra e centinaia di munizioni, il tutto nella disponibilità del clan, e ha "evidenziato la sproporzione tra i redditi dichiarati ed il tenore di vita dei nuclei familiari del citato Nuzzi Pietro Antonio e di Nuzzi Angelantonio, 37enne di Altamura - capi cosca - determinando il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di 2 appartamenti, a loro in uso, correnti in Altamura, del valore di mezzo milione di euro".

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