Cronaca

Omicidio Leopardi, il suocero respinge le accuse: "Non l'ho ucciso io"

Rocco Lagioia, 68 anni, è in carcere dallo scorso 14 novembre con l'accusa di aver ucciso il genero e averne bruciato il corpo. Questa mattina l'interrogatorio di garanzia, in cui l'uomo ha negato ogni addebito

Ha riconosciuto la propria voce nelle intercettazioni ambientali fatte dagli investigatori, ma ne ha negato il contenuto: "Non ho detto quelle cose, non ho ucciso io mio genero". Rocco Lagioia, 68 anni, dallo scorso 14 novembre è in carcere con l'accusa di aver ucciso suo genero, Alessandro Leopardi, e di averne poi dato alle fiamme il corpo, nel tentativo di farlo sparire. Dissidi familiari legati a questioni economiche, il movente del delitto secondo gli inquirenti.

Tra le prove a carico di Lagioia, alcune testimonianze e un'intercettazione ambientale fatta mentre si trovava solo nella sua auto, in cui l'uomo si autoaccuserebbe del delitto. Ma durante l'interrogatorio di garanzia che si è tenuto questa mattina, Lagioia ha respinto ogni accusa, negando di aver mai pronunciato quelle frasi ("Mi ha costretto ad ucciderlo") e ribadendo di non aver mai avuto con il genero problemi tali da desiderarne la morte.

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