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Omicidio Luigi Luisi al Libertà, arrestate cinque persone vicine al clan Strisciuglio

Le indagini della polizia, coordinate dalla Dda, hanno portato ad individuare i presunti responsabili dell'agguato avvenuto la sera dello scorso 31 ottobre

A pochi mesi dall'agguato avvenuto la sera di Halloween in via Dante, al quartiere Libertà, la polizia ha chiuso le indagini, individuando i presunti responsabili dell'omicidio di Luigi Luisi, morto due settimane dopo la sparatoria.

La polizia ha dato esecuzione al fermo di indiziato di delitto, disposto dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica del Tribunale di Bari, nei confronti di cinque persone, tutte con precedenti di polizia, ritenute responsabili, a vario titolo, di omicidio premeditato, porto abusivo di armi da fuoco in concorso ed evasione.  Il provvedimento è stato poi sostituito dall’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Bari in sede di convalida. - I NOMI DEGLI ARRESTATI

VIDEO: IL BLITZ E LE IMMAGINI DELL'AGGUATO

LE INDAGINI E LA RICOSTRUZIONE DELL'AGGUATO - Secondo quanto emerso finora dalle indagini, a compiere l'agguato sarebbero stati Gaetano Remini e Donato Sardella: i due, armati di pistola, avrebbero fatto fuoco all’indirizzo della vittima, che in quel momento si trovava all’interno della propria autovettura ad un semaforo in via Dante angolo via Fieramosca, per poi dileguarsi  velocemente a bordo di uno scooter. In particolare, seguendo le direttive di Domenico Remini (presunto mandante), gli esecutori materiali si sarebbero avvalsi di Maurizio Sardella, padre di Donato, il quale aveva avuto il compito di osservare i movimenti della vittima e di avvisarli nel momento “più favorevole”. Il movente sarebbe verosimilmente riconducibile ad un’animata discussione avvenuta tra Gino Luisi e Domenico Remini, per il presunto coinvolgimento di quest’ultimo nell’agguato del 30 aprile del 2015, in cui perse la vita il figlio di Luisi, Antonio, e lui stesso rimase gravemente ferito.

LA VICINANZA AL CLAN STRISCIUGLIO E LA DISPONIBILITA' DI ARMI - Le indagini, condotte dalla Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile, supportate da attività tecniche, dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia e da numerose audizioni testimoniali, hanno portato anche gli investigatori a ritenere gli arrestati, appartenenti al presunto sodalizio criminale individuato, operante nel quartiere Libertà e capeggiato da Domenico Remini, vicini al clan degli Strisciuglio. Inoltre, così come emerso da riscontri effettuati nel corso delle investigazioni, e dall’acquisizione di elementi di responsabilità in merito ad alcuno episodi delittuosi, le indagini avrebbero documentato la pericolosità del sodalizio criminale, in possesso di alcune pistole e numerosi proiettili, sequestrati durante l'operazione.

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