Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Omicidio Meredith, parla il padre di Sollecito: "Non abbiamo mai voluto nascondere la verità"

Francesco Sollecito a Studio Aperto: "Noi abbiamo voluto sempre si facessero tutti gli approfondimenti di questo mondo e dell'altro, proprio perché ci fosse l'evidenza assoluta dell'innocenza di Raffaele"

"Non abbiamo mai voluto nascondere la verità, noi abbiamo voluto sempre si facessero tutti gli approfondimenti di questo mondo e dell'altro, proprio perché ci fosse l'evidenza assoluta della estraneità completa di Raffaele nella morte della povera Meredith". Lo ha detto a Studio Aperto Francesco Sollecito, padre di Raffaele, imputato per la morte di Meredith Kircher. Lo rende noto l'ufficio comunicazione di Mediaset. "Noi abbiamo chiesto tutto - ha aggiunto - abbiamo chiesto una perizia sul computer, noi abbiamo chiesto tutto quello che era possibile e anche inimmaginabile chiedere, ci è stato posto un muro davanti che non siamo riusciti a superare in nessun modo".

Sull'incontro negli Stati Uniti tra il figlio e Amanda Knox, Sollecito ha commentato che "hanno approfittato dell'occasione per rivedersi. E' chiaro che sono due ragazzi che hanno passato degli anni terribili e quindi che poi alla fine cerchino conforto l'un l'altro mi sembra una cosa, oltre che umana, scontata". Quanto al nuovo processo che si terrà a Firenze, Francesco Sollecito ha detto che il figlio sarà presente e che "non ha nessuna intenzione di sottrarsi al processo, ci mancherebbe pure. Sono un cittadino italiano - ha proseguito al quale dai suoi genitori è stato insegnato di avere il massimo rispetto per le istituzioni e avere alto il senso dello Stato. Ma è proprio questo rispetto per le istituzioni e questo alto senso dello Stato che mi è stato inculcato che non mi permette di sottacere a delle enormi inesattezze che sono state scritte dalla Suprema Corte di Cassazione". "In un processo d'appello per rinvio - ha continuato il papà di Raffaele - in effetti di fatto può cominciare un nuovo processo di primo grado. La Corte d'Assise d'appello di Firenze non avrà limiti nel poter valutare tutto quanto, tutte le prove che in qualche modo sono state già discusse o valutate nei precedenti processi, ma anche nuove prove a cui eventualmente potremmo ricorrere o dimostrare o che potremmo chiedere. Ma nonostante queste cose noi le avessimo già scoperte, quando abbiamo chiesto delle perizie che potessero in qualche modo avvalorare le nostre tesi durante il processo di primo grado ci sono state negate. Noi - ha concluso Sollecito - abbiamo intenzione ovviamente di richiederle in questo nuovo processo che si dovrà celebrare a Firenze". (ANSA)

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