Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Netturbino ucciso davanti alla sede Amiu, 4 arresti per l'omicidio Amedeo: "L'ex amante commissionò il delitto"

In manette, a Cassano, i presunti mandanti ed esecutori materiali del delitto del 51enne, freddato a colpi di pistola davanti alla sede Amiu, mentre stava per iniziare il proprio turno: il delitto il 25 aprile 2017

Sono stati arrestati all'alba dalla polizia, a Cassano delle Murge, i presunti mandante ed esecutori materiali dell'omicidio di Michele Amedeo, avvenuto a Bari l 25 aprile 2017. Le accuse sono, a vario titolo, di concorso in omicidio doloso aggravato, detenzione e porto illegale di armi da fuoco, furto e ricettazione.

Il blitz della Squadra Mobile: i nomi degli arrestati

Michele Amedeo, 50 anni, operatore Amiu, incensurato, fu ucciso colpi di pistola la sera del 25 aprile 2017, davanti alla sede dell'azienda in michele amedeoq111-2cui si accingeva a iniziare il proprio turno di lavoro. Un omicidio subito apparso come un vero e proprio giallo, per un uomo con una vita lontana da qualsiasi sospetto, molto stimato in azienda, sposato con due figlie.

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Le indagini e il movente passionale

Secondo quanto emerso dalle indagini, il delitto sarebbe maturato in seguito alla fine di una relazione extraconiugale che la vittima avrebbe avuto con una donna - arrestata oggi come mandante dell'omicidio - Vincenza Mariani, imprenditrice di Cassano. La conclusione della storia, finita in modo burrascoso e per volontà dell’uomo poco tempo prima del delitto - hanno ricostruito gli investigatori - non sarebbe mai stata accettata dalla donna, che avrebbe così commissionato il delitto, consumato il giorno prima della seduta di laurea della figlia dell’ex amante. Avrebbe così ingaggiato un suo ex dipendente, Massimo Margheriti (con precedenti per tentato omicidio, per cui aveva da poco scontato una lunga pena), promettendogli la somma di 5mila euro. Margheriti avrebbe poi coinvolto sia il genero della donna, Giuseppe Baccellieri, che un suo amico, Michele Costantino, che avrebbe procurato il veicolo e l'arma poi usati per il delitto.

L'agguato davanti alla sede Amiu

La sera del 25 aprile 2017 - ricostruiscono gli investigatori - Margheriti e Baccellieri, dopo aver pedinato Amedeo, che si recava al lavoro, avrebbero fatto fuoco contro la vittima - a sparare sarebbe stato Baccellieri - colpendolo con quattro proiettili al fianco, al petto ed al collo. Le successive indagini hanno portato dunque gli inquirenti a individuare nella donna la mandante del delitto, Margheriti e Baccelieri quali esecutori materiali, e Costantino come complice nella fase organizzativa.

Gli arresti per detenzione di armi

Durante le attività investigative, il 16 ottobre 2017 Costantino è stato arrestato dalla Squadra Mobile perché trovato in possesso di una pistola a salve ‘modificata’, caricata con munizioni dello stesso calibro di quelli usati per commettere l’omicidio; il successivo 2 novembre, presso l’abitazione dei suoi familiari furono ritrovati una pistola semiautomatica ‘modificata’, numerosi proiettili di vario calibro e circa 200 grammi di sostanze stupefacenti varie; ed ancora, il 5 febbraio 2018 anche Massimo Margheriti è stato arrestato dalla Squadra Mobile in quanto trovato in possesso di due armi illegalmente detenute e portate in luogo pubblico (una 357 Magnum ed una semiautomatica calibro 7,65), nonché di 400 grammi di marijuana.

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